Cerco dovunque la poesia, di Josip Osti

marzo 16, 2009

osti

© Casa della poesia. “Poesie come pane” è un progetto d’invio alla nostra mailing list di testi di autori legati a Casa della poesia.


Cerco dovunque la poesia

di Josip Osti

(trad. Jolka Milic)

Cerco dovunque la poesia. La cerco dalla prima gioventù. Di giorno e di notte. Anche nei sogni. Nel mio intimo e intorno a me. Nella luce e nel buio. Nelle voci allegre e tristi della gente e degli uccelli. Anche nel loro silenzio dai molti significati. Cerco dovunque la poesia. La cerco negli occhi azzurri, verdi e neri delle ragazze e delle donne, in fondo ai quali giaccio, come tante di loro giacciono nei miei, morto ormai e dimenticato da tempo. Cerco dappertutto la poesia. La cerco sotto la pietra. Dietro una nube. Sotto il letto e sopra, dove succedono
i più grandi prodigi e dagli abbracci accompagnati da risa e lacrime nascono assieme la vita e la morte. Nascono i futuri amanti e assassini, quelli che costruiranno e quelli che distruggeranno il mondo. Cerco dovunque la poesia. La cerco nei libri vecchi e nuovi, in cui trovo una volta un capello bruno e un’altra un capello grigio. Una banconota, nascosta di uno stato ormai in sfacelo, e sopra il sorriso dell’onnipotente sovrano, morto già da tempo immemorabile. E tante altre cose. Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Piccola canzone per Marghera

febbraio 19, 2009

0-3

Piccola canzone per Marghera
di Maurizio Mattiuzza

Sono occhi aperti su di un
passato vivo, che insiste
le finestre dei palazzi anni sessanta
di Mestre
la sirena, che alla sera,
cambiava il turno alle vite
della gente di Marghera
penso alla giacca
di tuo padre,
che terrai nascosta in qualche
baule
e che a toccarla
suda ancora la nebbia
e la rabbia, racconta
il male
di uomini a cui hanno rubato l’aria
come a pesci in un canale
eppure a loro, sai, sembrava già mare
aperto
quest’ insabbiarsi della laguna,
la fortuna
del posto in fabbrica, del tavolo
di formica, la stoffa di un divano
portato a spalle con gli amici
fino al quinto piano
lungo le scale
di una bella domenica di sole
un vento traditore adesso
li disperde dimagriti a mucchi
lungo le rive del Brenta
tra quelle cartelle cliniche
anonime
in cui scorre via veloce
la storia di chi muore senza
avere voce