Circolo culturale Artetica: Vino di Léi 2009

maggio 12, 2009

Ritorna “Vino di Léi”, tra maggio e giugno organizzato dall’Associazione culturale Artetica: una serie di incontri che ci porta a scoprire i giardini privati delle case di Muzzana del Turgnano (nei prossimi comunicati comunicheremo i rispettivi giardini). Scrittori, poeti e cantautori si esibiscono e dialogano in un’atmosfera intima e familiare. Alla fine di ogni evento una Cantina del territorio presenta la propria produzione di vini accompagnata da un piccolo buffet.

Qui una prima anticipazione con le date, gli orari e i libri che verranno presentati:

Sabato 23 maggio, ore 18

Dalmazia Dalmazia. Viaggio sentimentale da Trieste alle Bocche di Cattaro di Emilio Rigatti, Ediciclo Editore

rigattiDa Trieste al Montenegro, lasciandosi l’Adriatico a destra. Una pedalata sullo sfondo di un mare blu, tra rocce e boschi, respirando odori marini e montani, di malghe e di spiagge. Un viaggio emozionante tra ricordi di famiglia, isole galleggianti e città di pietra. Incontri inaspettati con pescatori, viaggiatori e gente del posto. Un lungo sogno sotto gli occhi di quei leoni della bandiera zaratina, che tanta simpatia ispiravano al Rigatti bambino, davanti alla quale la sua famiglia intonava l’inno Dalmazia, Dalmazia!
con la degustazione dei vini dell’Azienda agricola Anselmi di Pocenia
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Sabato 30 maggio, ore 18

Manuâl critic par il ort. L’art da la jeche di Stefano Montello, Forum Edizioni

montelloL’orto… metafora della vita e della conoscenza: è il punto di incrocio fra i quattro elementi (terra, acqua, aria, fuoco) e i cinque sensi (olfatto, udito, tatto, vista, gusto) e si trova al confine tra cultura e natura. Per fare di un orto con la ‘o’ minuscola, un Orto con la ‘o’ maiuscola, bisogna essere dotati di una buona e sana costituzione fisica e psichica, ovvero di curiosità, costanza, dedizione, passione, forza e un po’ di follia. Nel libro, che incrocia agronomia, filosofia, geometria e poesia riunendo rigore scientifico e spessore artistico, orto e arte si identificano: entrambi sono ‘creativi’ poiché alterano l’ordine dell’universo producendo qualcosa di nuovo.

con la degustazione dei vini della cantina vitivinicola Grossutti di Bertiolo
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Sabato 27 giugno, ore 18

Latitanze di Mauro Daltin, Besa Editrice, 2008

daltinDieci racconti, dieci storie costrette in spazi e tempi circoscritti, in eterne latitanze quotidiane sospese fra reale e surreale, fra manie e abitudini. Dieci fotografie minime catturate nel loro divenire senza, molto spesso, accennare a cause e conseguenze, a un prima o a un dopo. Il delitto, il sogno, la follia, l’assenza, il tempo sono le regioni in cui queste storie si addentrano. E la mappa che si ricava è fatta di racconti brevi per lo più giocati in presa diretta, dove echeggia un minimalismo teso all’analisi minuta del reale, perché è lì che si nasconde il significato delle cose. Una raccolta di storie che percorrono una strada di meta-realismo, oltre la realtà, verso un territorio dove i gesti hanno una tonalità e un peso incomprensibile per la logica comune.

con la degustazione dei vini dell’azienda vitivinicola Francesco Veritti (località Paradiso, Pocenia)

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La Dalmazia di Emilio Rigatti

febbraio 3, 2009

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L’intervista è tratta da “Andamento Lento”, il nuovo blog di Ediciclo.

In occasione dell’uscita del nuovo libro Dalmazia Dalmazia. Viaggio sentimentale da Trieste alle Bocche del Cattaro, Ediciclo Editore, collana Altreterre, rivolgiamo cinque domande allo scrittore-viaggiatore Emilio Rigatti.

Emilio, dopo l’attraversamento completo dell’Italia (Italia Fuorirotta), finalmente ti ritroviamo di nuovo in sella con Dalmazia Dalmazia. Raccontaci com’è nato questo viaggio e poi il conseguente libro che esce nelle librerie proprio in questi giorni.
Sul “finalmente” lasciamo che giudichi il famoso lettore. Magari potrebbe dire anche “di nuovo Rigatti! Ossignore…”. Il viaggio è nato… ma quale viaggio? Ti spiego: in realtà in Dalmazia in bici ci sono andato molte volte, negli ultimi otto anni, ma quello che racconto è solo uno dei viaggi che ho fatto. Perché ho scelto quello e non un altro? Perché è stato speciale per diverse ragioni. Ho ritrovato degli amici montenegrini che non vedevo da quasi trent’anni, ed è stato un improvviso tornare indietro e sentire il sapore agrodolce del tempo che passa. Dopo tutto quello che c’è stato in Iugoslavia, con l’obbligatorio “ex” davanti, non sapevo se li avrei trovati, e tutti. E invece sì, c’erano, con le loro “sobe” (stanze) in affitto e con qualche anno in più sul groppone. Beba, per cui avevo preso una leggera cotta illis temporibus e con cui andavo a vendere verdure al mercato di Sveti Stefan, è diventata un medico che gira in mercedes, uno status symbol dal Montenegro all’Albania.
Poi mi sono fatto prendere la mano da una recherche mortuaria per scoprire se i Rigatti avevano una tomba nel cimitero di Zara. Trovata! Ho un pied – sous – terre anche là, se voglio. Poi è stato un viaggio in cui ho fatto degli incontri molto belli, specialmente a Bol, nell’isola di Brač, La Brazza in italiano. Con Vanja e Vanja, con Zapovjednik…ma sto riscrivendo il libro oralmente. Poi chi lo compra? Leggi il seguito di questo post »