Capolinea.

febbraio 7, 2012

“Scusi, è questa la fermata?”
La donna alzò la testa dal libro e guardò fuori dal finestrino.
“No, manca ancora un bel pezzo” disse.
Il treno era fermo in mezzo a buio e campi. Aveva rallentato fino a frenare del tutto.
L’uomo fece una smorfia con la bocca, appoggiò la sporta di plastica da dove spuntavano un paio di gambi di sedano.
“Mi pare un viaggio infinito” disse.
“E’ una tratta lunga, in effetti. E poi il treno è così. Pare che non si fermi mai, a volte” disse la donna.
L’uomo si rimise comodo e chiuse gli occhi. La donna tornò sulle pagine del libro.
Dopo qualche tempo, l’uomo si svegliò.
“Lei dove scende?” chiese.
La donna lo guardò per alcuni secondi.
“Io non scendo. E’ già il terzo giro che faccio. Va fino al capolinea del tutto e poi torna indietro”.
L’uomo non disse nulla.
“Mi faccia vedere il suo biglietto” fece la donna.
L’uomo trafficò nelle tasche della giacca finché estrasse un piccolo biglietto. Lo allungò alla donna.
“Bene, anche lei ha il biglietto come il mio. Può mettersi comodo e fare quanti giri vuole”.
“Ma fino dove arriva?”
“Lontano che neanche immagina” rispose lei.
Lui si tolse la giacca, si arrotolò il maglione fino al gomito. Tirò fuori un sedano dalla sporta di plastica e gli diedi un morso secco. Si appoggiò comodo sullo schienale e si mise a guardare fuori dal finestrino.


La Cosmografia del Bosco

luglio 16, 2011

Ha incrociato illuminazioni e stagioni all’inferno proprio mentre camminava il Bosco, teatro dell’infanzia dove è apparecchiata una perenne festa. Ha avuto visioni oniriche di mufloni e daini, ha visitato la casa dell’alchimista con la galanteria di inizio secolo. Ha camminato con l’ansia dell’arrivo fino a perdersi nel proprio passato. Ha letto al veggente la lettera che raccontava la profezia dell’uscita dell’essere umano dalla storia e dall’informazione. Una persona gliele aveva raccontate queste cose, ma lui non ci aveva voluto credere. Nel Bosco si è liberato di tutti i propri anni, ha banchettato da bambino e da vecchio insieme agli storpi della Parigi dell’Ottocento e donne vissute nel 2147. Si era dovuto allontanare dalla propria stanza e dal mondo per arrivare qui dentro, tra i villaggi cimbri e i carbonai nascosti sotto formicai a forma di panettone ricoperti da miliardi di aghi di pino. Ha dovuto guardare fisso le stelle per fare l’occhiolino a quel sublime che tanto aveva deriso. Ha dovuto amare Ofelia da morta per la sua pazzia e la grazia dei sui vestiti pieni d’acqua dolce. Si è incantato davanti alla Città Perduta chissà dove, all’inizio dell’alba. Ha pianto con le gambe tremanti per aver toccato l’albero del bene e del male. Ha ricordato le promesse dei padri e quello che c’era scritto sui loro sepolcri. Ha giurato, inginocchiato davanti al Muflone, che dovrà passare ancora molto tempo prima di ricongiungersi con la Giovinezza. Ha assistito a partite a carte dove un uomo si è perso la vecchiaia e fugge lungo il sentiero con le mani fra i capelli mentre gli altri bevono birre calde seduti al tavolo verde. Ha capito che nel Bosco non ci sono soluzioni da adottare e le ambizioni di ognuno vengono scaraventate dentro la Grande Cava. Si è addormentato e ha sognato i minareti di Costantinopoli e le cortigiane in fila per entrare nel Tempio. Ha scavato una buca profonda cinque metri dietro la roccia che conduceva al cielo. Accanto ha voluto incidere il suo nome. Ha urlato contro le montagne l’eco del proprio orgoglio così che gli rimbalzasse addosso e lo investisse fino a ucciderlo. Ha contato fino a mille e trecento prima di andare a scovare gli animali che si erano nascosti sopra gli alberi. “Tana libera tutti” aveva gridato. Ascoltando il suono del tronco di un faggio ha sentito i rumori del porto di Napoli e le navi dei bucanieri assaltare i tesori nascosti nelle stive. Ha tirato le tende del salotto e ci ha trovato un topolino che lasciava qualche mille lire accanto al dentino. (M.D.)


Se viene neve

maggio 3, 2011

LA BOTTEGA ERRANTE ABITA IL BORGO ABBANDONATO DI PALCODA

l’Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE e il Comune di Tramonti di Sotto

presentano

SE VIENE NEVE di Mauro Daltin

SABATO 14 MAGGIO

ore 14
Borgo abbandonato di Palcoda. Lettura scenica, racconti e canti Se viene neve
testo di Mauro Daltin
regia di Nicoletta Oscuro
voci di Federico Scridel e Nicoletta Oscuro
musiche di Alessio Velliscig

ore 17
Sala polifunzionale della Pro Loco di Tramonti di Sotto. Canti e racconti I borghi abbandonati
testi di Mauro Daltin e Tito Maniacco
regia di Nicoletta Oscuro
voci di Federico Scridel e Nicoletta Oscuro
musiche di Alessio Velliscig

[Pàlcoda. Comune di Tramonti di Sotto. Provincia di Pordenone. Friuli Venezia Giulia. Abitanti nel 1914 centoventisei. Nel 1923 l’ultima famiglia a lasciare il borgo fu la famiglia Masutti. Da quell’anno nessuno ha più abitato il borgo. Nel 1944 venne ripopolato per un breve periodo da un gruppo di partigiani della “Garibaldi Tagliamento” che lo trasformò in quartier generale, una base d’appoggio ben riparata dove sostare per poi ripartire con nuove azioni. Il 9 dicembre del 1944 nevicava. La squadriglia denominata Decima Mas, nello specifico la 3° compagnia del plotone “Valanga”, sotto il comando del sottotenente Garibaldo, mette a ferro e fuoco il paese e uccide tre partigiani, Giannino, Jole e Eugenio, nomi di battaglia Battisti (comandante del gruppo “Sud), la sua compagna Paola e Sergio, mentre un’altra decina viene processata davanti alla corte marziale del “Valanga” e giustiziata il giorno dopo di fronte al cancello del cimitero di Tramonti. Tutti gli altri o riuscirono a scappare prima dell’agguato o furono consegnati al comando divisionale. Questi i fatti. Uno dietro l’altro]

Questo è l’inizio del racconto di Mauro Daltin, Se viene neve, da cui è tratta questa lettura scenica fatta anche di parole, canti, musiche. Due appuntamenti in occasione della festa per l’inaugurazione e i lavori di restauro della Chiesetta di San Giacomo a Palcoda. L’intera giornata è organizzata dal Comune di Tramonti di Sotto, dalla Parrocchia di Santa Maria Maggiore, Sant’Antonio Abate e San Nicolò Vescovo di Tramonti-Campone in collaborazione con le Associazioni di volontariato della Val Tramontina.

Il primo appuntamento della Bottega Errante è previsto alle ore 14, dentro il borgo che si raggiunge solo a piedi dopo una camminata di tre quarti d’ora circa a partire da Tamar, un’oretta e mezza a partire da Tramonti di Sotto. Nicoletta Oscuro e Federico Scridel leggeranno Se viene neve e altri testi che fanno parte della drammaturgia di uno spettacolo teatrale in lavorazione sulla storia di questo borgo e sulla vicenda di resistenza partigiana che nasconde. Il tutto accompagnato dalla chitarra di Alessio Velliscig.

Alle 17 ci si sposterà nel centro di Tramonti di Sotto (Sala polifunzionale della Pro Loco di Tramonti di Sotto) per dare voce a un altro borgo abbandonato, quello di Moggessa, raccontato magistralmente dalla penna di Tito Maniacco nel suo Mestri di Mont e riproposto, sulle orme di Maniacco, in un racconto di Mauro Daltin. Anche qui canti e racconti, musiche e chiacchiere faranno da cornice.

Associazione culturale Bottega Errante
Via Villalta 41- 33100 Udine
bottegaerrante@gmail.com
http://bottegaerrante.wordpress.com


Buenos Aires. 1

settembre 4, 2010

Buenos Aires. 04.09.2010

“L’Argentina e’ il posto piu’ irreale del mondo”, mi ha detto Claudio in aereo. S¡, dopo solo due giorni penso che abbia ragione, almeno per quanto riguarda Buones Aires. Dopo poche ore, a Plaza de Mayo a vedere le madri e le nonne sfilare come ogni gioved¡ per mezz’ora. Strana sensazione, divisione fra le madri lampante e dolorosa. Ne scrivero’, credo.
Venerd¡ al quartiere Ferrari, 60 km dalla citta’, a incontrare don Jose’, prete pazzesco, militante, passionario, che ha fondato un centro per i bambini e per uno dei quartieri piu’ complicati della periferia. Ci ha raccontato del progetto Snait con il Friuli Venezia Giulia, come funziona il centro, la sua attivita’ politica nei Montoneros negli anni del Golpe. Registrato un’ora e mezza. Poi mangiato insieme a tutti loro. Tempi dilatati e racconti di mille storie.
Veniamo scorazzati a destra e a manca, qua tutti parlano di Peron, Menem, golpe, crisi del 2001. Mi pare tutto un caos, registro una sorta di sovrapposizione di avvenimenti, fatti, nodi mai risolti. Spesso, quando mi parlano di qui, mi ricordano l’Italia anche se con maggiore violenza e poverta’.
Sto finendo di leggere Le irregolari di Massimo Carlotto. Consiglio vivamente.
E poi calcio, dappertutto.
Queste solo superficiali sensazioni, impressioni del momento. Intanto prendo appunti, registro, filmo, fotografo.


Al Salone del Libro di Torino

maggio 11, 2010

bici

Da giovedì 13 maggio a lunedì 17 maggio, sarò al Salone del Libro di Torino allo stand Ediciclo (J 125 pad 2). Due gli eventi targati Ediciclo, entrambi sabato:

sabato 15 maggio 2010
ore 15.00, Spazio Autori A
Il bello della lentezza
La filosofia dell’andare a piedi e in bicicletta al tempo dei suv
intervengono: Riccardo Carnovalini, Alberto Conte, Natalino Russo
coordina: Stefano Brambilla
evento a cura di Ediciclo Editore

L’alta velocità è di moda, i suv spopolano, ma c’è anche chi va controcorrente e predica la lentezza, propone un modo di viaggiare o semplicemente di spostarsi a piedi o in bicicletta, chi opera per un mondo sostenibile costruendo le basi per una nuova filosfia e un originale approccio della vita. Ne parliamo al Salone Internazionale del libro di Torino (sabato 15 maggio, a partire dalle ore 15.00, allo Spazio Autori A) assieme a Riccardo Carnovalini, fotografo e camminatore, Alberto Conte, progettista e organizzatore di viaggi lenti (entrambi impegnati in questi giorni in GeMiTo, un viaggio a piedi lungo l’ex triangolo industriale alla ricerca della bellezza e di uno stile di vita “più lento, più profondo e più dolce”) e Natalino Russo, fotoreporter e viaggiatore che ha appena pubblicato il libro “Nel mezzo del Cammino di Santiago. In bicicletta verso Compostella tra viandanti e pellegrini” (Ediciclo ed.). Modererà l’incontro Stefano Brambilla, vicecaporedattore della rivista Speciale Qui Touring, bimestrale monografico del Touring Club Italiano.

ore 16.00, Spazio Autori B
Lo zen e l’arte di andare in bicicletta
con Claude Marthaler, Luigi Bairo e Franco Monnet
evento a cura di Ediciclo Editore

Claude Marthaler, il noto cicloviaggiatore e scrittore svizzero che ha al suo attivo più di un giro del mondo in bicicletta e tre libri pubblicati in diversi paesi europei, concluderà la sua tournée italiana di presentazioni del libro “Lo zen e l’arte di andare in bicicletta. La vita e altre forature di un nomade a pedali” (Ediciclo Ed.)a Torino
in occasione del Salone. L’evento, dedicato al piacere e all’arte di andare in bicicletta, vedrà la partecipazione, oltre a lui, di Luigi Bairo, autore di “Bici e libertà” e del recente “Bici ribelle” (entrambi per Stampa Alternativa) e di Franco Monnet, anch’egli un cicloviaggiatore autore del libro, per Edt, “Puroremo”.


Più Libri Più Liberi

dicembre 2, 2008

plpl_interna2008

Da venerdì 5 dicembre a lunedì 8 dicembre sarò a Più Libri Più Liberi, al Palazzo dei Congressi all’Eur a Roma, settima edizione della piccola e media editoria, per me la fiera del libro più bella, vivace e interessante fra le varie fiere in Italia. Sarò allo stand di Ediciclo/Nuova Dimensione. Al mio ritorno scriverò qualcosa su questa edizione.