Dove abitano le ombre

aprile 23, 2012

di Ilaria Seclì

Il Friuli di Mauro Daltin è popolato di fantasmi.
Punto di osservazione inciso nella pancia di una montagna.
Qui tempo e spazio disobbediscono, infrangono le proprie regole, si fanno nucleo incandescente o gelidissimo dove creature e presenze naturali hanno per dimora soglie incerte, anfratti misteriosi, bui.
Si è sempre all’erta, una sorda minaccia serpeggia in ogni storia, così forte da farsi, pagina dopo pagina, quasi dolce per familiarità. Il senso di fine incombente, di ciò che sta per crollare, siano vicende umane o pietre di borghi abbandonati, è più di un avvertimento, è più di una paura, e i protagonisti non la scansano.
A ogni rigo pare le vadano incontro come assecondando un ineluttabile destino, una chiamata. Signorsì necessario, obbedienza dovuta.
Gli alberi, i sentieri, le rocce, le montagne sono essenze di coro greco, figure consolatorie o sinistre che sostengono voci, piccoli o grandi fatti umani stagliati in un altrove che ha perso ogni coordinata di contemporaneità, sospeso e disincarnato, a onore e suggello di verità imperscrutabili che scontornano anche i più crudi e veri fatti storici e li annebbiano con coltre di zolfo.
Verità e destini monchi, come la biada della mamma del brigante Tosolin, mai sufficiente per riempire la cesta, come il museo della perdita e della memoria che è Palcoda, e richiama, all’autore, l’immagine di un abbandono: per quanto nitida e definitiva è pur sempre vertigine, bilanciamento nel vuoto, tremore, sottrazione. Termini duri, originari, cari a questa terra che nelle zone più selvatiche e oscure da nessuna urbanità si è fatta addolcire, né s’è fatta animare, (con quell’accezione che è oggi “animazione”) importando fatti e rumori d'(in)civiltà nel silenzio delle vette o nei selvatici giardini di un eterno medioevo di colori e ombre.

(Impressioni su I piedi sul Friuli. Viaggio fra lune, borghi e storie dimenticate)


La Cosmografia del Bosco

luglio 16, 2011

Ha incrociato illuminazioni e stagioni all’inferno proprio mentre camminava il Bosco, teatro dell’infanzia dove è apparecchiata una perenne festa. Ha avuto visioni oniriche di mufloni e daini, ha visitato la casa dell’alchimista con la galanteria di inizio secolo. Ha camminato con l’ansia dell’arrivo fino a perdersi nel proprio passato. Ha letto al veggente la lettera che raccontava la profezia dell’uscita dell’essere umano dalla storia e dall’informazione. Una persona gliele aveva raccontate queste cose, ma lui non ci aveva voluto credere. Nel Bosco si è liberato di tutti i propri anni, ha banchettato da bambino e da vecchio insieme agli storpi della Parigi dell’Ottocento e donne vissute nel 2147. Si era dovuto allontanare dalla propria stanza e dal mondo per arrivare qui dentro, tra i villaggi cimbri e i carbonai nascosti sotto formicai a forma di panettone ricoperti da miliardi di aghi di pino. Ha dovuto guardare fisso le stelle per fare l’occhiolino a quel sublime che tanto aveva deriso. Ha dovuto amare Ofelia da morta per la sua pazzia e la grazia dei sui vestiti pieni d’acqua dolce. Si è incantato davanti alla Città Perduta chissà dove, all’inizio dell’alba. Ha pianto con le gambe tremanti per aver toccato l’albero del bene e del male. Ha ricordato le promesse dei padri e quello che c’era scritto sui loro sepolcri. Ha giurato, inginocchiato davanti al Muflone, che dovrà passare ancora molto tempo prima di ricongiungersi con la Giovinezza. Ha assistito a partite a carte dove un uomo si è perso la vecchiaia e fugge lungo il sentiero con le mani fra i capelli mentre gli altri bevono birre calde seduti al tavolo verde. Ha capito che nel Bosco non ci sono soluzioni da adottare e le ambizioni di ognuno vengono scaraventate dentro la Grande Cava. Si è addormentato e ha sognato i minareti di Costantinopoli e le cortigiane in fila per entrare nel Tempio. Ha scavato una buca profonda cinque metri dietro la roccia che conduceva al cielo. Accanto ha voluto incidere il suo nome. Ha urlato contro le montagne l’eco del proprio orgoglio così che gli rimbalzasse addosso e lo investisse fino a ucciderlo. Ha contato fino a mille e trecento prima di andare a scovare gli animali che si erano nascosti sopra gli alberi. “Tana libera tutti” aveva gridato. Ascoltando il suono del tronco di un faggio ha sentito i rumori del porto di Napoli e le navi dei bucanieri assaltare i tesori nascosti nelle stive. Ha tirato le tende del salotto e ci ha trovato un topolino che lasciava qualche mille lire accanto al dentino. (M.D.)


Se viene neve

maggio 3, 2011

LA BOTTEGA ERRANTE ABITA IL BORGO ABBANDONATO DI PALCODA

l’Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE e il Comune di Tramonti di Sotto

presentano

SE VIENE NEVE di Mauro Daltin

SABATO 14 MAGGIO

ore 14
Borgo abbandonato di Palcoda. Lettura scenica, racconti e canti Se viene neve
testo di Mauro Daltin
regia di Nicoletta Oscuro
voci di Federico Scridel e Nicoletta Oscuro
musiche di Alessio Velliscig

ore 17
Sala polifunzionale della Pro Loco di Tramonti di Sotto. Canti e racconti I borghi abbandonati
testi di Mauro Daltin e Tito Maniacco
regia di Nicoletta Oscuro
voci di Federico Scridel e Nicoletta Oscuro
musiche di Alessio Velliscig

[Pàlcoda. Comune di Tramonti di Sotto. Provincia di Pordenone. Friuli Venezia Giulia. Abitanti nel 1914 centoventisei. Nel 1923 l’ultima famiglia a lasciare il borgo fu la famiglia Masutti. Da quell’anno nessuno ha più abitato il borgo. Nel 1944 venne ripopolato per un breve periodo da un gruppo di partigiani della “Garibaldi Tagliamento” che lo trasformò in quartier generale, una base d’appoggio ben riparata dove sostare per poi ripartire con nuove azioni. Il 9 dicembre del 1944 nevicava. La squadriglia denominata Decima Mas, nello specifico la 3° compagnia del plotone “Valanga”, sotto il comando del sottotenente Garibaldo, mette a ferro e fuoco il paese e uccide tre partigiani, Giannino, Jole e Eugenio, nomi di battaglia Battisti (comandante del gruppo “Sud), la sua compagna Paola e Sergio, mentre un’altra decina viene processata davanti alla corte marziale del “Valanga” e giustiziata il giorno dopo di fronte al cancello del cimitero di Tramonti. Tutti gli altri o riuscirono a scappare prima dell’agguato o furono consegnati al comando divisionale. Questi i fatti. Uno dietro l’altro]

Questo è l’inizio del racconto di Mauro Daltin, Se viene neve, da cui è tratta questa lettura scenica fatta anche di parole, canti, musiche. Due appuntamenti in occasione della festa per l’inaugurazione e i lavori di restauro della Chiesetta di San Giacomo a Palcoda. L’intera giornata è organizzata dal Comune di Tramonti di Sotto, dalla Parrocchia di Santa Maria Maggiore, Sant’Antonio Abate e San Nicolò Vescovo di Tramonti-Campone in collaborazione con le Associazioni di volontariato della Val Tramontina.

Il primo appuntamento della Bottega Errante è previsto alle ore 14, dentro il borgo che si raggiunge solo a piedi dopo una camminata di tre quarti d’ora circa a partire da Tamar, un’oretta e mezza a partire da Tramonti di Sotto. Nicoletta Oscuro e Federico Scridel leggeranno Se viene neve e altri testi che fanno parte della drammaturgia di uno spettacolo teatrale in lavorazione sulla storia di questo borgo e sulla vicenda di resistenza partigiana che nasconde. Il tutto accompagnato dalla chitarra di Alessio Velliscig.

Alle 17 ci si sposterà nel centro di Tramonti di Sotto (Sala polifunzionale della Pro Loco di Tramonti di Sotto) per dare voce a un altro borgo abbandonato, quello di Moggessa, raccontato magistralmente dalla penna di Tito Maniacco nel suo Mestri di Mont e riproposto, sulle orme di Maniacco, in un racconto di Mauro Daltin. Anche qui canti e racconti, musiche e chiacchiere faranno da cornice.

Associazione culturale Bottega Errante
Via Villalta 41- 33100 Udine
bottegaerrante@gmail.com
http://bottegaerrante.wordpress.com


A Pordenone il laboratorio di scrittura creativa di viaggio

febbraio 16, 2011

l’associazione culturale “BOTTEGA ERRANTE”

la libreria del viaggiatore “QUO VADIS?”

in collaborazione con EDICICLO EDITORE

presentano

LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA DI VIAGGIO
Raccontare un luogo, le sue storie, la sua anima

dal 7 aprile al 31 maggio
alla Libreria del viaggiatore Quo Vadis?
a PORDENONE
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il laboratorio

Un laboratorio pratico rivolto a tutti gli amanti della scrittura, della lettura e del viaggio come elemento fondamentale per raccontare storie e luoghi.
Un percorso di scrittura dove accanto agli elementi di base della scrittura creativa (incipit, costruzione dei dialoghi, creazione e scioglimento della tensione, punti di vista, finali, descrizioni, costruzioni dei personaggi, analisi della forma racconto eccetera) si analizzeranno in particolari testi di letteratura di viaggio: Paolo Rumiz, Pino Cacucci, Bruce Chatwin, Henry David Thoreau, Tiziano Terzani, Ryszard Kapuściński, Marco Aime, Emilio Rigatti, Claude Marthaler, Ettore Mo e molti altri. Si leggeranno e si lavorerà su reportage, diari di viaggio, blog, articoli da riviste di settore, tenendo sempre come focus la parte narrativa del raccontare. Una bottega artigiana in cui si scriverà, si leggeranno i propri testi e si confronteranno opinioni e idee.
Un corso impreziosito da un ospite, Emilio Rigatti, che porterà la sua testimonianza sui trucchi del mestiere e su tutto il mondo che ruota attorno alla letteratura di viaggio. Ai partecipanti verranno dati libri, bibliografie e altro materiale didattico utile come strumenti per approfondire. E’ prevista anche un’uscita diurna in un luogo da concordare per mettere in pratica tutti gli elementi del “raccontare”.

il programma

Mauro Daltin
Scrivere di viaggio

– Gli elementi della scrittura creativa in un racconto di viaggio (gli incipit, i punti di vista, i dialoghi, le descrizioni, i personaggi eccetera)
– Esercitare l’invenzione (in quanti modi si può raccontare un viaggio?)
– I nostri compagni di viaggio (testi di Paolo Rumiz, Pino Cacucci, Emilio Rigatti, Tiziano Terzani, Ettore Mo e altri)
– Scrittura e confronto continuo sui racconti scritti dai corsisti

Emilio Rigatti
Raccontare un viaggio in bicicletta. I trucchi del mestiere.

Lorenza Stroppa
Modi diversi di raccontare e promuoversi

– I diversi generi della scrittura di viaggio: dal reportage alla scrittura di un blog, dall’articolo al racconto, dal diario di viaggio al carnet
– Pubblicare un reportage su una rivista: quale scegliere e come proporsi
– Pubblicare un reportage in forma di libro: quale casa editrice scegliere e come proporsi
– La promozione di se stessi: gli eventi, i festival, come procurarsi gli incontri e come organizzare l’esposizione

informazioni

Durata: 20 ore (10 lezioni)
Curatori: Mauro Daltin (4 lezioni), Lorenza Stroppa (4 lezioni), Emilio Rigatti (1 lezione), 1 uscita diurna in luogo da concordare
Luogo: Libreria del viaggiatore Quo Vadis? – via Brusafiera 16 – 33170 Pordenone
Quando: giovedì 20.30 – 22.30 (8 giovedì + 1 sabato + 1 martedì). I giorni: 7 – 14 – 21 – 28 aprile (Mauro Daltin) / 5 (Emilio Rigatti) / 12 – 19 – 21 (uscita diurna) – 26 – 31 maggio (Lorenza Stroppa)
Apertura iscrizioni: 16 febbraio
Chiusura iscrizioni: 31 marzo
Data di inizio: 7 aprile
Data di fine corso: 31 maggio
Numero minimo di partecipanti: 13
Numero massimo di partecipanti: 20
Costo di iscrizione: 150 + iva 20% – totale: 180 euro (compreso nel pacchetto un libro inerente al corso)
Modalità di iscrizione: il modulo di iscrizione si trova presso la Libreria Quo Vadis? a Pordenone; va compilato in tutte le sue parti e nel contempo va versata la quota d’iscrizione. Mezz’ora prima della prima lezione verranno rilasciate le relative ricevute. Scarica qui il modulo.
Informazioni: info su iscrizioni (Libreria Quo Vadis?, posta@quovadislibris.com / tel. 0434247560); info sul laboratorio (Associazione culturale Bottega Errante, bottegaerrante@gmail.com /tel. 3402445710/lun. – ven. 9 -14)

i profili

Mauro Daltin nasce nel 1976, in Friuli. Lavora nell’editoria da alcuni anni, prima al Touring Editore, poi alla Kappa Vu, e successivamente come editor e responsabile editoriale della casa editrice Ediciclo, specializzata in guide e narrativa di viaggio. Ha fondato e diretto il quadrimestrale PaginaZero-Letterature di frontiera. Collabora con il settimanale “Carta” e la rivista “Lo straniero” di Goffredo Fofi. È autore per il Touring Editore della guida Friuli Venezia Giulia nella collana Tracce. Si è trovato a condurre, divertendosi molto, programmi radiofonici su letteratura, editoria e cultura. Spesso presenta e legge in pubblico. Ha pubblicato il libro L’eretico e il cattolico. Intervista a Elio Bartolini per la Kappa Vu edizioni. Nel 2009 la raccolta di racconti Latitanze per i tipi della Besa Editrice. Nel 2010 ha curato insieme a Lorenza Stroppa il libro agenda Ciclomundi. L’agenda del viaggiatore a pedali per la Ediciclo editore. Il suo blog: https://latitanze.wordpress.com. È presidente dell’associazione culturale “Bottega Errante”.

Lorenza Stroppa è laureata in lettere moderne a Venezia con una tesi in Filologia Romanza, ha lavorato come giornalista per “Il Gazzettino” di Pordenone, “Il Popolo” e il mensile di storia e cultura pordenonese “Eventi”; ha collaborato con “Cinemazero” per le Giornate del Cinema Muto e per il progetto Scrivere di Cinema; ha collaborato con Pordenonelegge.it per due edizioni consecutive. Ha pubblicato suoi racconti e poesie in riviste e antologie. Ha tradotto dal francese e dall’inglese sette libri (letteratura di viaggio, saggistica divulgativa, biografie) per Sonzogno ed Ediciclo. Lavora da oltre dieci anni in ambito editoriale occupandosi di ufficio stampa e redazione. È tra gli ideatori e gli organizzatori di Ciclomundi. Il festival nazionale del viaggio in bicicletta.

Emilio Rigatti, insegnante e scrittore, ma soprattutto cicloviaggiatore, legge Leopardi al posto della televisione e ha appeso il volante al chiodo alla fine del viaggio a pedali da Trieste a Istanbul percorso nel 2001 assieme a Rumiz e ad Altan (da cui è stato tratto il libro La strada per Istanbul, premio “Albatros” per la letteratura di viaggio nel 2002). Ha raccontato il piacere e la filosofia del viaggiare quotidiano in bicicletta in Minima Pedalia. Viaggi quotidiani in bicicletta e manuale di diserzione automobilistica, (2004) libro cult, “adottato” nei siti di Beppe Grillo e Jovanotti. A fine 2005 ha raccontato in Yo no soy gringo. Taccuini sudamericani di coincidenze, truffe e piccoli miracoli (Premio della Giuria degli studenti Albatros – Letteratura di viaggio) come è nata la sua passione per le due ruote; nel 2006 ha attraversato l’Italia a pedali evitando i percorsi turistici e lo ha raccontato nel libro Italia fuorirotta. Viaggio a pedali lungo la Penisola del tesoro. Nel 2008 ha rievocato il suo legame con il territorio dalmata in Dalmazia Dalmazia. Viaggio sentimentale da Trieste alle Bocche di Cattaro. La sua ultima fatica è Se le scuole avesse le ruote. Le avventure di una classe in bicicletta e manuale di pedalogia.
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Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE
Via Villalta 41- 33100 Udine
P.I.: 02645230307
http://bottegaerrante.wordpress.com
bottegaerrante@gmail.com


“Il peso della farfalla” di Erri De Luca

gennaio 7, 2011

“Il sentiero degli dei” di Wu Ming 2: il trailer

aprile 29, 2010

Mauro Daltin e Emilio Rigatti alla Feltrinelli di Udine

novembre 4, 2009

VENERDì 13 NOVEMBRE – ORE 18.00
LIBRERIA FELTRINELLI – VIA PAOLO CANCIANI 15
UDINE

Andare a piedi
Isonzo e altre suggestioni

con

Mauro Daltin

e

Emilio Rigatti
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A piedi ci si inoltra nel paesaggio altrui alla lentezza giusta
Erri De Luca

foto5_ok_mauro_fiumeUn viaggio a piedi, questa volte a parole, lungo un fiume. Il racconto di una esperienza, ma anche di un modo di intendere l’andare, il viaggiare, il perdersi con la sola forza delle gambe attraversando vallate, sentieri, strade, borghi e sempre con l’acqua che scorre al proprio fianco. Un incontro fatto di letture, immagini, chiacchiere, sapori e odori. Non serve andare troppo lontano per scoprire luoghi che mozzano il fiato, persone con cui condividere parole, o per trovare vicino casa il proprio cammino di Santiago. A piedi lo si può fare nel modo più naturale e originario facendo del viaggio una unica e lunga pausa dove ognuno ci può inserire quello che più gli è proprio. val trenta
Mauro Daltin, scrittore e appassionato di viaggi lenti, parte dalla sorgente dell’Isonzo seguendo tutto il corso sloveno del fiume. Da qui nasce il racconto Il rumore del fiume e mille altre suggestioni. Emilio Rigatti, scrittore, insegnante, cicloviaggiatore e camminatore percorre lo stesso fiume dalla sorgente fino alla foce e trasforma questo e altri viaggi in reportage e articoli.