Pivano blues

settembre 4, 2011

“Viaggio” nel vocabolario dell’Italia che verrà

luglio 1, 2011

All’interno di questa iniziativa, ho ridefinito nel nuovo vocabolario dell’Italia che verrà, la parola viaggio. La potete leggere qui: Parole per l’Italia.

CHE COSA SIGNIFICA ESSERE ITALIANI?

“Stendhal, ben prima dello stato unitario, non aveva esitazioni nel riassumere i quattro punti cardinali del genio italico. Energia, diffidenza, sensibilità, odio. Come dire che per lui era chiaro quel che per noi non lo è ancora oggi” (Marino Niola).
E’ da questa mancanza di chiarezza che vorremmo ri-partire. Attraverso le parole. Le parole che esprimono ancora il senso, il sentimento dell’appartenenza. Le parole ‘abitate’, le parole sopravvissute. Le parole del futuro. Dell’Italia che verrà. Roberto Roversi (patria), Alessandro Bergonzoni (bandiera) Grazia Verasani (solidarietà), Massimo Zamboni (salute) sono tra i primi scrittori, poeti, intellettuali, saggisti che si sono misurati con questo vocabolario. Un forziere di parole che si riempia scavando nel petto profondo della nostra cultura, difendendo, condividendo un comune sentire a partire dai luoghi: “Ah, non toccate niente, non sciupate! C’è la mia patria in quelle pietre, addormentata!” (Patrizia Cavalli).


IL FILO DEI GIORNI, di Luciano Morandini

febbraio 3, 2011

Luciano Morandini
IL FILO DEI GIORNI
Hammerle Editori 2011

“Sono immagini nitide, precise, ad aprire questa nuova raccolta di Luciano Morandini: «un filo d’aquilone al verde tronco», un cielo di «nuvole fitte», una rondine che «vola bassa», la «cupola verde» di un salice, immagini che vanno indagate ciascuna per sé nella sfaccettatura dei rispettivi rimandi, ma che nel loro insieme costituiscono un possibile accesso alla comprensione del “fare poesia” di un poeta così severo con il proprio operare …

… L’occhio fermo di un osservatore che ha rinunciato all’autoreferenzialità di un io puramente lirico vede il mondo, può entrare con esso in relazione: decifrarne i mutamenti, riferirne in modi comunicabili, purché l’operazione sia eseguita con estremo rigore, dato che la falsificazione sistematica ha irretito la parola. La via scelta per tenere alta la guardia e schivare il rischio di acconsentire anche inavvertitamente a una realtà fittizia è la misura priva di abbellimenti di un verso asciutto, scarnificato, risolto in figure di riferimento non metaforiche, che potrebbero risultare meramente esornative, piuttosto allegoriche, strutturate in composizioni complesse, in definitiva etiche…”

Dalla prefazione di Marina Giovannelli


Il sito di Alessandro Gori

febbraio 3, 2011

Ricevo e pubblico volentieri…

il nuovo sito di Alessandro Gori: http://www.alessandrogori.info

Nell’estate del 2009 l’esordio sul web con Via terra dalla Carnia al Caucaso, un affascinante viaggio di circa due mesi senza prendere aerei, raccontato da un blog e dagli accidentati collegamenti quasi giornalieri con gli amici di Radio Onde Furlane. Nacque la definizione de Il Torzeòn, in friulano «colui che è sempre in giro» (ovvero a tôr), una descrizione che mi si addice alquanto.

Nell’estate scorsa l’avventura di AleMondiAle, con un altro blog e una seconda trasmissione su Onde Furlane, Il Torzeòn ai Mondiai di Balòn. Un mese abbondante in Sudafrica per raccontare i Mondiali, non solo attraverso le 11 partite viste allo stadio, ma condito anche dalle impressioni sulle città visitate, l’ambiente dei tifosi e le persone incontrate, varie storie ed aneddoti, le bellezze e i contrasti del paese, le curiosità culinarie e vinicole e le peripezie degli spostamenti per raggiungere le varie destinazioni.

All’inizio della stagione 2010/2011 il terzo (e ultimo!) blog, Un Altro Calcio, per commentare sì l’attualità calcistica e sportiva (soprattutto delle mie squadre) e le partite dal vivo, ma anche per proporre situazioni politiche e sociali e storie di un calcio che non esiste più, seppellito dal denaro delle televisioni del dopo Bosman e la globalizzazione calcistica. Il pezzo più visitato (circa 10mila contatti in tre giorni) è stato sicuramente la cronaca della famigerata partita Italia-Serbia del 12 ottobre 2010, vista dal settore di “Marassi” in cui erano ospitati i tifosi serbi.

Le storie che racconto non sono tuttavia legate solamente al calcio e allo sport, ma spaziano a 360°. Come esemplificato dalla foto che compare nella testata del sito, in questi anni di vagabondaggi ho riempito molti quaderni di appunti accumulando materiale per futuri libri. Anche da qui la necessità di un sito vero e proprio, realizzato grazie alla pazienza degli amici di Noiza, che potesse inglobare reportage, viaggi, sport, partite, enogastronomia, foto, musica, cinema, letteratura, arte, audio video e quant’altro.

Su AlessandroGori.Info si trovano già tutti gli articoli usciti nei tre blog precedenti (programmi radio inclusi), ma il sito costituisce anche un contenitore per le mie produzioni future.
Salvo indicazione contraria, tutte le foto che si trovano sul sito sono mie.
L’idea è di mandare regolarmente un email segnalando gli aggiornamenti del sito.

Tra gli articoli in evidenza, la storia del “cugino” carnico di Iniesta, reportage sulla Sagrada Família, sulla ESMA (il famigerato centro clandestino di detenzione e tortura della dittatura argentina), sulle enclave serbe in Kosovo, su Vukovar (la città martire della Slavonia), il recente passato di Cluj Napoca (città della Transilvania romena), lo Sheriff (la squadra della Transdnistria), la famosa partita Italia-Serbia del 12 ottobre vista dal settore di “Marassi” in cui erano ospitati i tifosi serbi.

La categorizzazione è leggermente diversa dal solito, a rischio di attirarmi qualche critica dei puristi. Gli articoli possono apparire anche in più di una categoria: si possono infatti trovare sia a seconda della loro area geografico-culturale (dal menu InternazionAle), che dagli ambiti tematici (enogastronomico, calcistico-sportivo o culturale). Inoltre, da Il Torzeòn si può facilmente accedere agli articoli dei due blog Carnia-Caucaso e AleMondiAle, nel menu Stampa si trovano alcuni dei miei pezzi pubblicati in questi anni e articoli su di me, e su AudioVideo altre produzioni. Accesso diretto anche alla sezione dedicata a La Repubblica delle Trombe (Trubačka Republika, 2006), il documentario di Stefano Missio e del sottoscritto presentato in una cinquantina di festival in tutto il mondo.


Argentina. Versi di tutti e di nessuno

gennaio 29, 2011

Circolo Culturale Danza y Vida e Academia de Gli Sventati
presentano

Argentina. Versi di tutti e di nessuno.
Con
Daniele Milza, Monica Mosolo, Nicoletta Oscuro, Hugo Samek.

Sabato 19 febbraio 2011- ore 21.00.
Sala Polivalente – Orsaria di Premariacco
Info e prenotazioni 0432-729405.

venerdì 4 marzo 2011 ore 21.00
Udine, Teatro San Giorgio
Akròpolis 11 – Teatri a Km_0 per ScenAperta

La storia recente dell’Argentina, e non solo, raccontata attraverso la musica, la memoria collettiva, i protagonisti di lotte cruciali e i grandi poeti che hanno segnato la cultura del novecento.
Il canto, la danza, la musica, i versi e uno sguardo verso la scintilla della nostra coscienza.
Un omaggio a quelli che danno voce, che costruiscono testimonianza.
A quelli di cui non si sa nulla.
A quelli che sono stati e a quelli che verranno.

Le dittature, la violenza, l’impegno politico, l’esilio, la resistenza.
La storia dell’Argentina degli ultimi decenni in una retrospettiva che collega trasversalmente tutto il continente.
Artisti di diversa provenienza si incontrano sul terreno di una necessità condivisa: guardare al futuro con consapevolezza.
Nasce così un viaggio fortemente segnato da alcuni tra i più grandi autori latinoamericani contemporanei e che cerca nella poesia la propria vitale giustificazione.


L’Europa delle barriere

settembre 28, 2010

Sul nuovo numero della rivista “Lo straniero” diretta da Goffredo Fofi e’ uscita l’intervista di Mauro Daltin e Angelo Floramo allo scrittore e intellettuale sloveno Boris Pahor. L’intervista e’ anche on line al sito www.lostraniero.net.


Buenos Aires. 2

settembre 6, 2010

Buenos Aires. 06.09.2010

“Gli argentini sono come le macchine che vedi. Si dice che noi quando si rompe qualcosa la leghiamo con il filo di ferro e la lasciamo cos¡” mi dice Leo, otto anni in Italia, a Cormons, in provincia di Gorizia. In effetti, la sensazione e’ un po’ questa, di qualcosa di eternamente precario, che rimane in un equilibrio instabile perenne. E forse e’ cos¡ anche la storia di questo paese cos¡ strano.
Si dorme in una casa che sembra il palcoscenico di un teatro di provincia, piena di cose appoggiate ovunque, che spuntano fuori da ogni angolo con orologi che a un volume altissimo battono ogni ora con ritornelli improbabili. E dove una donna ci parla mescolando friulano, spagnolo, italiano e inglese nella stessa frase e il suo uomo bestemmia ricordando di quando a 19 anni lascio’ il Friuli.
Ieri di nuovo al quartiere Ferrari e a mangiare con don Jose’ e tutti quelli del Centro nella campagna fuori Buonos Aires, dove la fanno da padrone le cooperative del latte e chi ha qualche pezzo di terra dove vivere. Ovunque un sacco di italiani che ti raccontano da dove vengono, la storia dei loro nonni e dell’emigrazione, ti chiedono sempre come si sta in Italia. E tu a rispondere imbarazzato che in Italia da un decennio a questa parte proprio bene non ce la passiamo. Oltre il 50% qui sono di origine italiana. Il resto e’ un miscuglio che pare di essere sempre immersi in un porto di mare dove persone vanno e vengono e dove le lingue si accavallano una sull’altro.
Oggi camminiamo immersi nel quartiere della Boca, luogo della leggendaria squadra del Boca Juniors fondata da emigranti genovesi all’inizio del Novecento. Qui essere del Boca non e’ tifare una squadra di calcio, ma essere in un certo modo. Ho raccolto la storia di questa squadra e del suo stadio, la Bombonera e di un portiere pazzo degli anni Settanta.