“I piedi sul Friuli” a Muzzana del Turgnano

giugno 30, 2012

Sabato 7 luglio, ore 18.30
Giardino della famiglia Bianco, via Stroppogallo 47
MUZZANA DEL TURGNANO (Ud)

presentazione

I piedi sul Friuli. Viaggio fra lune, borghi e storie dimenticate
di Mauro Daltin
(Edizioni Biblioteca dell’Immagine)

Introduce e dialoga con l’autore Gabriella Cecotti
Letture di Claudio Moretti

Evento organizzato all’interno della rassegna “Vino di Lèi” del Circolo culturale Artetica.
Seguirà degustazione dei vini dell’Azienda Agricola Dino Turco di Dolegna del Collio.

Una presentazione nella magica atmosfera della rassegna “Vino di Lèi” a Muzzana, tra letture e chiacchiere attorno al Friuli fantasma, ai briganti che lo hanno popolato e a una terra fatta anche di piccole e grandi rivolte. Gabriella Cecotti dialogherà con Mauro Daltin mentre le letture e le incursioni di Claudio Moretti movimenteranno la serata.

Il Grande personaggio è qui il paesaggio, terra e luna. Lo sguardo si muove con la lentezza necessaria, col necessario incanto e disincanto. Ma è per il Friuli che emerge dal libro, che ringrazio Mauro in modo particolare. Perché dal suo libro viene fuori la terra che io riconosco e amo, al di fuori di ogni stereotipo: eretica, anarchica, vitale, strappata verso i quattro punti cardinali, accoccolata dentro il proprio grembo eppure tesa a un continuo altrove. (Antonella Sbuelz)


La geometria delle cose

giugno 29, 2012

Sono seduto ad aspettare mio padre. Tre uomini leggono il giornale e si guardano attorno. Aspettano anche loro. Una signora accaldata entra nell’anticamera. Si siede. Un signore con la fronte alta la osserva abbassando l’angolo del quotidiano.
“Caldo, eh?” fa lei e estrae dalla borsa un ventaglio dai disegni cinesi.
“Domani cambia il tempo, dicono” dice lui.
“Cambia sempre nel week end” dice lei.
“Ho sentito dire che c’è una spiegazione scientifica”.
“Per cosa?”
“Perché il tempo cambia sempre nel fine settimana”.
“Cioè?”
“Ha a che fare con il traffico” spiega lui piegando il giornale e appoggiandolo sulle ginocchia.
Lei lo guarda senza dire nulla.
“Dicono che da lunedì al venerdì, essendoci molte macchine e molto traffico, lo smog sale fino a chiudere il cielo”.
La signora completa la frase: “Mentre il sabato e la domenica che sono tutti a casa, non c’è lo smog e il cielo può liberare la pioggia”.
“Esatto” fa lui.
Lei scuote la testa, apre il ventaglio e si fa aria sulla faccia.
Entra un uomo con i piedi che non rispondono più da mille anni. Butta il peso del suo corpo su una stampella. Saluta tutti.
“Questo odore di cloro è insopportabile” dice mentre se ne va, lentissimo, verso lo spogliatoio seguito dalla moglie che gli tiene la borsa e l’asciugamano.
Mi alzo e osservo uno spicchio di piscina. Mio padre è disteso sulla superficie dell’acqua con la testa fra le mani di una ragazza che lo sposta come fosse una biscia. Lei sta parlando con qualcuno al bordo della vasca mentre gli tiene la testa. Lui è rigido, si impegna a fare il morto o la stella. Non si rilassa mai nell’acqua, proprio come me. Gli schizzi sulla faccia gli danno fastidio e con quella cuffia che gli stringe la fronte sono sicuro che si sente ridicolo.
Non sa nuotare, come non lo so io, e quando mettiamo il piede nel mare ci ritiriamo subito infastiditi. “Troppo fredda” diciamo, e ce ne torniamo sotto l’ombrellone ripromettendoci che forse più tardi ci andremo a bagnare un po’ le gambe e le braccia.
Abbiamo la necessità di sentire il pavimento della piscina o la sabbia o qualcosa di stabile sotto i piedi. Non galleggiamo come fanno tutti e se dubitiamo anche solo per un secondo di un’acqua troppo alta, andiamo sotto.
Non c’è nulla da fare, non abbiamo il carattere di quelli che possono starsene al largo da soli a nuotare fino alla zattera o all’isola di fronte. Che si fermano in mezzo al niente e si voltano a guardare la riva per poi proseguire fino alla meta. E le volte che succede le nostre gambe cominciano a tremare e il respiro diventa affanno.
Abbiamo molte cose in comune, io e mio padre, penso mentre lo guardo sputare un po’ d’acqua che gli è entrata in bocca. Quando saliamo le scale, inevitabilmente, ad ogni scalino, ci scricchiola la caviglia sinistra. Quando leggiamo a letto assumiamo la stessa posizione, con la gamba sinistra a squadra, a quarantacinque gradi e la destra distesa. Dicono che abbiamo lo stesso modo di ridere. Ci tocchiamo i capelli quando siamo nervosi. Stiamo in silenzio più di quanto sia solitamente consentito.
Ora è in verticale come una candela. Traballa un po’, ma lei lo sostiene con un braccio. Lo fa camminare qualche passo. Lui lo fa fiero, testa alta, petto in fuori come se stesse andando a un ricevimento importante, accompagnato da una bella donna che nessuno ancora conosce.
Volta leggermente la testa e vede che sono lì, dietro il vetro. Alza la mano in segno di saluto, mi indica e si avvicina all’orecchio della ragazza per annunciare la mia presenza. Poi si stacca dal braccio e fa finta di buttarsi a fondo. Io sorrido e torno a sedermi sulla panca. Accanto a me, un uomo si fa slacciare i sandali e togliere i calzini da sua moglie. Borbotta. Per alzarsi si aggrappa alla spalla di lei e poi se ne va camminando con le gambe rigide e divaricate.
Tutti parlano del caldo e dei prossimi appuntamenti in piscina. Leggo un libro dal titolo Momenti di trascurabile felicità. Dopo una decina di minuti mi alzo e torno a guardare la piscina e la ragazza che aveva la testa di mio padre tra le mani adesso ha la testa di qualcun altro e lo fa scivolare a pelo d’acqua.
Dopo un po’ arriva, capelli arruffati e ancora umidi, occhi un po’ rossi. Raccoglie il suo bastone e saluta tutti. Prima di uscire lascia sul bancone dieci euro a una fisioterapista per il loro prossimo caffè di metà mattina. Lei sorride e ringrazia.
Si siede in macchina.
“Ti vedo bene in piscina” dico io.
“Sì, pensa che vado anche sott’acqua a prendere le cose”.
“Non ci credo”.
“È vero, la prossima volta ti faccio vedere”.
“E nuoti anche da solo?”
“Qualche metro”.
“Beh, meglio di niente”.
“Già”.
“Quante volte devi venire ancora?”.
“Ancora due, la prossima settimana”.
“E poi?”
“Poi basta”.
“Finito finito?”
“Sì, sono stanco”.
Lo guardo e lo capisco. E sorridiamo dello stesso sorriso.


“I piedi sul Friuli” su Vita Cattolica

giugno 25, 2012

La recensione a I piedi sul Friuli. Viaggio tra lune, borghi e storie dimenticate apparsa sul settimanale “La Vita Cattolica” il 14 giugno a firma di Luca De Clara che ringrazio per l’attenzione e la profondità delle parole spese per queste piccole deviazioni. Il pdf qui.


“I piedi sul Friuli” a Camino al Tagliamento

giugno 21, 2012

Mercoledì 27 giugno, ore 19
Osteria al Volt di sede “la di massoul” – via Roma 35
CAMINO AL TAGLIAMENTO (Ud)

presentazione

I piedi sul Friuli. Viaggio fra lune, borghi e storie dimenticate
di Mauro Daltin
(Edizioni Biblioteca dell’Immagine)

Introduce e dialoga con l’autore Simone Ciprian
Letture di Claudio Moretti

Segue aperitivo

Una presentazione nella cornice dell’osteria che ha ispirato Mauro Corona, nel cuore di Camino al Tagliamento, tra letture e chiacchiere attorno al Friuli fantasma, ai briganti che lo hanno popolato e a una terra fatta anche di piccole e grandi rivolte. Simone Ciprian dialogherà con Mauro Daltin mentre le letture e le incursioni di Claudio Moretti movimenteranno la serata.

L’incontro verrà accompagnato da un brindisi. L’ingresso è gratuito.

Il Grande personaggio è qui il paesaggio, terra e luna. Lo sguardo si muove con la lentezza necessaria, col necessario incanto e disincanto. Ma è per il Friuli che emerge dal libro, che ringrazio Mauro in modo particolare. Perché dal suo libro viene fuori la terra che io riconosco e amo, al di fuori di ogni stereotipo: eretica, anarchica, vitale, strappata verso i quattro punti cardinali, accoccolata dentro il proprio grembo eppure tesa a un continuo altrove. (Antonella Sbuelz)


Quasi quasi vado a farmi un giro a SPILIMBERGO

giugno 19, 2012

SeBiCo
(SERVIZIO BIBLIOTECARIO CONVENZIONATO DELLO SPILIMBERGHESE)

BIBLIOTECA CIVICA DI SPILIMBERGO

ASSOCIAZIONE CULTURALE BOTTEGA ERRANTE

presentano

MARTEDI’ 26 GIUGNO, ORE 21
VILLA ANDERVOLTI
Località Gaio
SPILIMBERGO

QUASI QUASI VADO A FARMI UN GIRO
viaggiatori e viandanti sulla terra che si muove

con Mauro Daltin, Maurizio Mattiuzza, Claudio Moretti
e la chitarra e la voce di Renzo Stefanutti

La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili (Williams Burroughs)

Un viaggio al confine estremo delle terre, in cui partenze e ritorni coincidono, dove la strada intrapresa non è mai quella giusta. Camminare con le stelle fra i piedi o immersi nel caldo afoso d’agosto in riva al mare, arrampicare vette o salire in bicicletta, salutare amici e parenti, e andare per il solo gusto di andare, di vedere la strada che scorre sotto di sè. Storie di viaggi di sola andata e di addii dolorosi, di cerchi che si aprono e non si chiudono mai, notti a guardare le stelle e cieli capovolti mai visti prima.
La terra gira, si muove come un mappamondo. Ogni tanto punteremo il dito da qualche parte e leggeremo.

Da testi di Stefano Benni, Luis Sepulveda, Erri De Luca, Marco Aime, Paolo Rumiz, Pino Caccucci, Leonardo Sciascia, Emilio Rigatti, Bruce Chatwin, Henry Thoreau e molti altri una serie di letture e canzoni sul mondo del viaggio, di quei viaggi in cui più che ritrovarsi c’è il forte rischio di perdersi.

In caso di maltempo Centro sociale, Via Vodice.
Ingresso libero


“I piedi sul Friuli” a Blessano

giugno 11, 2012

Giovedì 14 giugno terzo appuntamento dell’iniziativa culturale “Aperitivi con l’Autore”, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Basiliano con la collaborazione delle Associazioni locali Viandants, Pro Loco Basiliano e Pro Loco Blessano.

Presso la storica Osteria “Là di Alme” di Blessano, alle ore 19.00 verrà presentato il libro dello scrittore udinese Mauro Daltin I piedi sul Friuli. Viaggio fra lune, borghi e storie dimenticate (Edizioni Biblioteca dell’Immagine).

Il librò verrà presentato da Simone Ciprian. La serata sarà inoltre accompagnata dalle letture dell’attore Claudio Moretti.

L’incontro verrà accompagnato da un brindisi, con vini rigorosamente locali, insieme all’autore.
L’ingresso è gratuito.

La locandina della serata Là di Alme.

Info:
Biblioteca Civica di Basiliano
Tel. 0432.830259
biblio@com-basiliano.regione.fvg.it


“I piedi sul Friuli” a San Giorgio di Nogaro

giugno 4, 2012

VENERDI’ 8 GIUGNO, ORE 20.30
sala convegni – Barchessa di Villa Dora
SAN GIORGIO DI NOGARO

presentazione

I piedi sul Friuli
Viaggio fra lune, borghi e storie dimenticate
di Mauro Daltin

Introduce e dialoga con l’autore Giuseppe Sciuto

Evento organizzato dal Comune di San Giorgio di Nogaro, Biblioteca Civica Villa Dora, Associazione culturale Nesos.
Il pdf della locandina qui.

I PROSSIMI INCONTRI:

Giovedì 14 giugno, ore 19, Osteria Là di Alme, Blessano di Basiliano.
Introduce Simone Ciprian. Letture di Claudio Moretti.
Evento organizzato all’interno della rassegna “Aperitivi con gli autori” della Biblioteca di Basiliano.

Sabato 7 luglio, ore 18.30, Giardino della famiglia Bianco, via Stroppogallo 47, Muzzana del Turgnano. Introduce Gabriella Cecotti. Letture di Claudio Moretti.
Evento organizzato all’interno della rassegna “Vino di Lèi” del Circolo culturale Artetica. Seguirà degustazione dei vini dell’Azienda Agricola Dino Turco di Dolegna del Collio.

Giovedì 12 luglio, ore 20,30, Piazzetta degli Scacchi, Pieve d’Alpago (BL).
Introduce e legge Claudio Moretti. Evento organizzato dal Comune e dalla Biblioteca di Pieve d’Alpago.

Luoghi e storie di periferie queste di Mauro Daltin. O addirittura di periferie di periferie. Ma quando ci si mettono i piedi sopra, anche i silenzi fanno sentire le loro voci da imparare, ascoltando e riascoltando. Alla fine di questo viaggio a piedi scalzi tra le pagine del libro, “tra lune, borghi e storie dimenticate” si esce più leggeri e sereni, e con negli occhi nelle orecchie nel naso e nel cuore, la speranza seria e fiduciosa nel domani che viene. Mauro Daltin non gioca parole e non suona campane di improbabili identità. in queste sue straordinarie pagine. (dalla prefazione di Aldo Colonnello)

Il Grande personaggio è qui il paesaggio, terra e luna. Lo sguardo ci si muove con la lentezza necessaria, col necessario incanto e disincanto. Ma è per il Friuli che emerge dal libro, che ringrazio Mauro in modo particolare. Perché dal suo libro viene fuori la terra che io riconosco e amo, al di fuori di ogni stereotipo: eretica, anarchica, vitale, strappata verso i quattro punti cardinali, accoccolata dentro il proprio grembo eppure tesa a un continuo altrove (Antonella Sbuelz)

In questi posti che “odorano di luna” Mauro Daltin cerca le tracce di un percorso dove passato e presente si intrecciano, perché definire se stessi in rapporto a un luogo è sempre un affidarsi alla memoria e al suo riflesso sui nostri passi. E a illuminare questi passi c’è sempre la luna, che accompagna l’autore nelle ultime, bellissime pagine, con “la testa bassa e concentrata”, lungo le sponde dell’Isonzo (Pietro Spirito, Il Piccolo)

Palcoda sembra il nome di un uccello raro, di una località colombiana, di una nuova auto spagnola. E invece è il nome di un borgo ormai dimenticato sul versante sud del monte Brusò, sopra Tramonti di Sotto. Il suo aspetto oggi è di poche case sventrate, un campanile alto e svettante, “pulito e lucidato a nuovo”, e sterpaglie, pietre e rovi dove una volta c’erano vie e piazze. Qui, Pietro, l’alter ego letterario di Mauro Daltin, ci è arrivato a piedi, fiutando “l’odore della luna” che permea questi posti abbandonati, invasi dal muschio e dal silenzio, ma dove la storia sembra essersi cristallizzata, attaccata come una pianta del deserto alle rovine per succhiarne il resto della vita (Lorenza Stroppa, Il Gazzetino)

Leggendo “I piedi sul Friuli” di Mauro Daltin la prima impressione che se ne ricava è di avere tra le mani un libro di uno scrittore quasi d’altri tempi. Daltin sceglie con attenzione i luoghi da percorrere a piedi, paesi, borghi, vallate, montagne, fiumi, anche confini. Sono i posti del Friuli più nascosto e dimenticato e, solo dopo averli attraversati anche con gli occhi e con la mente, li riporta sulla carta. Non c’è fretta ne suo camminare, come non vi è fretta nel suo scrivere (Massimiliano Santarossa, Messaggero Veneto)

Un bouqet di sette storie, intense, originali, curiose, raccontate con sensibilità, curiosità e rispetto. Si può provare a descrivere con queste parole “I piedi sul Friuli. Viaggio tra lune, borghi e storie dimenticate”, l’opera più recente di Mauro Daltin, scrittore-viaggiatore infaticabile ed ispirato. Si tratta di un inno alla vita, a quella che c’è e a quella che non c’è più, e alla memoria, che non si fa cancellare. (Marco Stolfo, Il Quotidiano Fvg)