Il paese dei cappelli di paglia

aprile 30, 2012

di Lorenza Stroppa
(articolo scritto in occasione della presentazione del libro a Pordenone e ripreso, in forma ridotta, dal Gazzettino)

Palcoda sembra il nome di un uccello raro, di una località colombiana, di una nuova auto spagnola. E invece è il nome di un borgo ormai dimenticato sul versante sud del monte Brusò, sopra Tramonti di Sotto. Il suo aspetto oggi è di poche case sventrate, un campanile alto e svettante, “pulito e lucidato a nuovo”, e sterpaglie, pietre e rovi dove una volta c’erano vie e piazze.
“Qui è tutto nudo e dannatamente fermo”, scrive nel racconto “Se viene neve” Mauro Daltin, scrittore udinese, classe ‘76, alla sua seconda opera di narrativa, “I piedi sul Friuli. Viaggio tra lune, borghi e storie dimenticate“ (ed. Biblioteca dell‘immagine). A Palcoda Pietro, il suo alter ego letterario, ci è arrivato a piedi, fiutando “l’odore della luna” che permea questi posti abbandonati, invasi dal muschio e dal silenzio, ma dove la storia sembra essersi cristallizzata, attaccata come una pianta del deserto alle rovine per succhiarne il resto della vita.
E la storia di Palcoda, ci racconta Daltin, è densa di emozioni. Qui nel 1944 si rifugiarono una sessantina di partigiani della “Garibaldi Tagliamento” capitanati da Giovanni Bosi (nome di battaglia “Battisti”) e dalla sua compagna, Jole di Cillia (nome di battaglia “Paola“). Il paese allora era disabitato da poco più di vent’anni, e, nascosto nella montagna, in mezzo ai boschi, lontano dalle vie più battute (Tramonti si trova a poco più di due ore a piedi) era un rifugio perfetto. Per pochi giorni Palcoda riprese vita, difesa e controllata dai partigiani, abitata dalle loro vite transitorie, coraggiose.
I suoi abitanti, dopo la crisi economica seguita alla prima guerra mondiale, avevano a poco a poco abbandonato il paese, lasciandolo al bosco. Gli ultimi ad andarsene erano stati i fondatori di quello sparuto ma ostinato gruppo di case, la famiglia Masutti, che nei primi del Novecento aveva dato vita anche alla fiorente produzione di cappelli di paglia di Palcoda, che venivano addirittura esportati all’estero.
Con i partigiani il villaggio riprese vita per poco tempo, i suoi fantasmi convissero assieme alla brigata di Battisti, che fu attaccata dai nazifascisti il 9 dicembre del ‘44, in un assalto in cui morirono Bosi, Jole e il compagno Sergio (all’anagrafe Eugenio Candon). Altri dieci furono giustiziati dopo un processo alla Corte Marziale, mentre il resto della brigata riuscì a scappare, disperdendosi nel bosco.
Il racconto si sviluppa in parallelo tra questi due abbandoni forzati, entrambi figli della storia, incisi sulla pelle di pietra del paese “come cicatrici profonde”. “L’immagine di un abbandono è sempre definitiva e nitida”, scrive Daltin, e le sue parole che la raccontano sono come pietre, scagliate nella superficie della nostra memoria.
“I piedi sul Friuli” sarà presentato oggi alle 18.00 alla Libreria Quo Vadis.

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“I piedi sul Friuli” a San Daniele e Pordenone

aprile 24, 2012

Due presentazioni nel week end per il libro di Mauro Daltin, “I piedi sul Friuli. Viaggio fra lune, borghi e storie dimenticate” (Edizioni Biblioteca dell’Immagine).
Dopo il successo della presentazione alla Feltrinelli di Udine il Friuli fantasma e le storie nascoste di questa terra eretica vengono presentate venerdì 27 aprile, alle ore 19, presso la Libreria W. Meister di San Daniele del Friuli. A chiacchierare con l’autore ci sarà il critico Angelo Floramo.

Il giorno successivo, sabato 28 aprile, alle ore 18, Mauro Daltin sarà presente alla libreria del viaggiatore “Quo Vadis?” di Pordenone insieme a Lorenza Stroppa per parlare delle varie geografie del libro, leggere qualche pagina e raccontare storie.

Erto e Palcoda, borgo abbandonato nel comune di Tramonti di Sotto, nel pordenonese; Adegliacco, Moggessa nell’udinese; il monte Kanin sul confine; Caporetto e Smartno in Slovenia: sono questi i luoghi dove Mauro Daltin si imbatte in storie alla scoperta di un Friuli nascosto, fantasma, dimenticato.

Questi racconti sono sette luoghi dell’anima che formano un itinerario reale e immaginario, fatto di cammini e piedi, di montagne attraversate da contrabbandieri, borghi abbandonati, battaglioni fantasma, briganti e sbirri, profeti e partigiani. Storie di rivolte, di piccole o grandi deviazioni dalla linea normale dello stare. Da Erto a Palcoda, da Moggessa a Adegliacco fino al monte Kanin per poi scendere a Kobarid e Smartno. Sono qui, in questi microcosmi che si muovono antichi eroi e protagonisti di oggi, e piedi che vanno da sempre in mezzo ai boschi e a una natura selvatica.

Prossime presentazioni:
Sabato 26 maggio, ore 18, Muzzana del Turgnano. Introduce Lorenza Stroppa.
Lunedì 28 maggio, ore 14, Comunità Piergiorgio, Udine.
Giovedì 14 giugno, ore 19, Osteria Da Alme, Blessano di Basiliano. Introduce Simone Ciprian.


Dove abitano le ombre

aprile 23, 2012

di Ilaria Seclì

Il Friuli di Mauro Daltin è popolato di fantasmi.
Punto di osservazione inciso nella pancia di una montagna.
Qui tempo e spazio disobbediscono, infrangono le proprie regole, si fanno nucleo incandescente o gelidissimo dove creature e presenze naturali hanno per dimora soglie incerte, anfratti misteriosi, bui.
Si è sempre all’erta, una sorda minaccia serpeggia in ogni storia, così forte da farsi, pagina dopo pagina, quasi dolce per familiarità. Il senso di fine incombente, di ciò che sta per crollare, siano vicende umane o pietre di borghi abbandonati, è più di un avvertimento, è più di una paura, e i protagonisti non la scansano.
A ogni rigo pare le vadano incontro come assecondando un ineluttabile destino, una chiamata. Signorsì necessario, obbedienza dovuta.
Gli alberi, i sentieri, le rocce, le montagne sono essenze di coro greco, figure consolatorie o sinistre che sostengono voci, piccoli o grandi fatti umani stagliati in un altrove che ha perso ogni coordinata di contemporaneità, sospeso e disincarnato, a onore e suggello di verità imperscrutabili che scontornano anche i più crudi e veri fatti storici e li annebbiano con coltre di zolfo.
Verità e destini monchi, come la biada della mamma del brigante Tosolin, mai sufficiente per riempire la cesta, come il museo della perdita e della memoria che è Palcoda, e richiama, all’autore, l’immagine di un abbandono: per quanto nitida e definitiva è pur sempre vertigine, bilanciamento nel vuoto, tremore, sottrazione. Termini duri, originari, cari a questa terra che nelle zone più selvatiche e oscure da nessuna urbanità si è fatta addolcire, né s’è fatta animare, (con quell’accezione che è oggi “animazione”) importando fatti e rumori d'(in)civiltà nel silenzio delle vette o nei selvatici giardini di un eterno medioevo di colori e ombre.

(Impressioni su I piedi sul Friuli. Viaggio fra lune, borghi e storie dimenticate)


“I piedi sul Friuli” su Il Quotidiano Fvg

aprile 19, 2012

Una recensione, a firma di Marco Stolfo, uscita sul “Quotidiano Fvg” mercoledì 18 aprile. Il pdf qui.


“I piedi sul Friuli” alla Feltrinelli di Udine

aprile 17, 2012

SABATO 21 APRILE, ORE 18
LIBRERIA FELTRINELLI
UDINE

Presentazione del libro

I piedi sul Friuli
Viaggio fra lune, borghi e storie dimenticate
di Mauro Daltin

Introduce
Emilio Rigatti

Interventi di
Claudio Moretti, Ilaria Seclì

Presentazione ufficiale dell’ultimo libro di Mauro Daltin, alla scoperta delle storie di un Friuli che non c’è e di una Slovenia inedita. Introduce e chiacchiera con l’autore il viaggiatore e scrittore più originale, Emilio Rigatti, che spesso si muove lungo le stesse geografie di Mauro e ne racconta le vicende e i personaggi che li abitano. Interverranno anche qua e là l’attore e compagno di viaggio Claudio Moretti e la poetessa Ilaria Seclì.

“Dalla mia terrazza si scorgono le parti alte delle montagne della Carnia. Non le vedo di notte, ma so che sono lì. Bianche sulle cime, che sembra ti cadano addosso. Sono certezze che ogni tanto mi piace confermare. A volte esco solo per controllare se ci sono ancora, se tutto è in ordine. Il Friuli per me è racchiuso in quell’anfiteatro di cartapesta che ogni tanto sbatte contro i nostri occhi”.

Questi racconti sono sette luoghi dell’anima che formano un itinerario reale e immaginario, fatto di cammini e piedi, di montagne attraversate da contrabbandieri, borghi abbandonati, battaglioni fantasma, briganti e sbirri, profeti e partigiani. Storie di rivolte, di piccole o grandi deviazioni dalla linea normale dello stare. Da Erto a Palcoda, da Moggessa a Adegliacco fino al monte Kanin per poi scendere a Kobarid e Smartno. Sono qui, in questi microcosmi che si muovono antichi eroi e protagonisti di oggi, e piedi che vanno da sempre in mezzo ai boschi e a una natura selvatica.

Luoghi e storie di periferie queste di Mauro Daltin. O addirittura di periferie di periferie. Ma quando ci si mettono i piedi sopra, anche i silenzi fanno sentire le loro voci da imparare, ascoltando e riascoltando. Alla fine di questo viaggio a piedi scalzi tra le pagine del libro, “tra lune, borghi e storie dimenticate” si esce più leggeri e sereni, e con negli occhi nelle orecchie nel naso e nel cuore, la speranza seria e fiduciosa nel domani che viene. Mauro Daltin non gioca parole e non suona campane di improbabili identità. in queste sue straordinarie pagine. (dalla prefazione di Aldo Colonnello)

Prossime presentazioni:

Venerdì 27 aprile, ore 19, Libreria Meister, San Daniele del Friuli. Introduce Angelo Floramo.
Sabato 28 aprile, ore 18, Libreria del viaggiatore “Quo Vadis?”, Pordenone. Introduce Lorenza Stroppa.
Venerdì 11 maggio, Gradisca d’Isonzo. Introduce Emilio Rigatti.
Sabato 26 maggio, ore 18, Muzzana del Turgnano. Introduce Lorenza Stroppa.
Lunedì 28 maggio, ore 14, Comunità Piergiorgio, Udine.
Giovedì 7 giugno, ore 19, Basiliano. Introduce Simone Ciprian.


“I piedi sul Friuli” a Radio Rai Uno Fvg

aprile 16, 2012

Martedì 17 aprile, a partire dalle ore 14 circa, Mauro Daltin e il suo I piedi sul Friuli. Viaggio fra lune, borghi e storie dimenticate sono ospiti nel programma di Claudia Brugnetta “Radio a Occhi Aperti” trasmessa su Radio Rai Uno FVG (FM 94.9). Una chiacchierata sui luoghi del libro, sulle storie di briganti, profeti e partigiani, sul Friuli periferico e contrabbandiere.


“I piedi sul Friuli” a Morsano al Tagliamento

aprile 11, 2012

“I piedi sul Friuli” sarà presentato sabato 14 aprile, alle ore 17, alla Sala Principale, all’interno della Piccola Fiera del Libro e dell’Arte che si tiene dal 13 al 15 aprile a Morsano al Tagliamento. Interviene e chiacchiera Paolo Cantarutti di Radio Onde Furlane. Il sito della Fiera: www.lapiccolafieradellibroedellarte.it dove trovate tutto il programma e gli espositori.