Il mio Everest

luglio 25, 2011

Il mio Everest di Ruggero Da Ros è il secondo racconto/reportage nato dal laboratorio di scrittura creativa di viaggio di Pordenone che viene pubblicato sul settimanale “Il Friuli“. Potete leggerlo qui.

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Due serate di letture insieme alla Bottega Errante

luglio 21, 2011

l’Associazione culturale BOTTEGA ERRANTE e il BAR AI TORRIANI

presentano

GIOVEDI’ 28 LUGLIO, ORE 21, Bar Ai Torriani (Via dei Torriani 3 a Udine)

MOJITO FOLBAR CLUB
parole, canzoni, rigori e amori

con Mauro Daltin, Maurizio Mattiuzza, Claudio Moretti e la chitarra e la voce di Renzo Stefanutti

Il calcio è come la vita. Non ti alzi alle sei di mattina e ti metti a cercare la donna della tua vita. O la incontri o no, si tratta di questo. Di passarsi la palla (Luisi Menotti).

C’è una squadra in Germania che è definita la squadra più libera del mondo, sono i ribelli del St. Pauli Football Club; c’è stato a Buenos Aires un portiere che, annoiato, si è seduto a gambe incrociate sopra la traversa della porta per godersi la partita; ci sono rigori lunghi giorni, settimane, arbitri che hanno le sembianze di un dittatore e macchine che spuntano da dietro la curva proprio mentre tu stavi segnando un gol; ci sono derby che hanno a che fare con la luna e squadre che giocano in stadi leggendari. C’è un calcio fatto di dribbling che ubriacano, finte che fanno cadere all’indietro e zone del campo, piene di sogni e fantasie, che assomigliano alla vita.

Da testi di Paolo Rossi, Osvaldo Soriano, Stefano Benni, Enrico Brizzi, Maurizio Mattiuzza, Mauro Daltin e molti altri una serie di letture, improvvisazioni, musiche e parole in questo reading che parla di un calcio un po’ strampalato in cui a vincere sono quelli che non vincono mai e in cui il portiere è sempre volante.

GIOVEDI’ 4 AGOSTO, ORE 21, Bar Ai Torriani (Via dei Torriani 3 a Udine)

QUASI QUASI VADO A FARMI UN GIRO
viaggiatori e viandanti sulla terra che si muove

con Mauro Daltin, Maurizio Mattiuzza e la chitarra e la voce di Renzo Stefanutti

La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili (Williams Burroughs)

Un viaggio al confine estremo delle terre, in cui partenze e ritorni coincidono, dove la strada intrapresa non è mai quella giusta. Camminare con le stelle fra i piedi o immersi nel caldo afoso d’agosto in riva al mare, arrampicare vette o salire in bicicletta, salutare amici e parenti, e andare per il solo gusto di andare, di vedere la strada che scorre sotto di sè. La terra gira, si muove come un mappamondo. Ogni tanto punteremo il dito da qualche parte e leggeremo una storia.

Da testi di Claude Marthaler, Erri De Luca, Marco Aime, Paolo Rumiz, Pino Caccucci, Emilio Rigatti, Bruce Chatwin, Henry Thoreau e molti altri una serie di letture e canzoni sul mondo del viaggio, di quei viaggi in cui più che ritrovarsi c’è il forte rischio di perdersi.

Vi aspettiamo numerosi!
Associazione culturale Bottega Errante
Via Villalta 41- 33100 Udine
http://www.bottegaerrante.it
info@bottegaerrante.it


La Cosmografia del Bosco

luglio 16, 2011

Ha incrociato illuminazioni e stagioni all’inferno proprio mentre camminava il Bosco, teatro dell’infanzia dove è apparecchiata una perenne festa. Ha avuto visioni oniriche di mufloni e daini, ha visitato la casa dell’alchimista con la galanteria di inizio secolo. Ha camminato con l’ansia dell’arrivo fino a perdersi nel proprio passato. Ha letto al veggente la lettera che raccontava la profezia dell’uscita dell’essere umano dalla storia e dall’informazione. Una persona gliele aveva raccontate queste cose, ma lui non ci aveva voluto credere. Nel Bosco si è liberato di tutti i propri anni, ha banchettato da bambino e da vecchio insieme agli storpi della Parigi dell’Ottocento e donne vissute nel 2147. Si era dovuto allontanare dalla propria stanza e dal mondo per arrivare qui dentro, tra i villaggi cimbri e i carbonai nascosti sotto formicai a forma di panettone ricoperti da miliardi di aghi di pino. Ha dovuto guardare fisso le stelle per fare l’occhiolino a quel sublime che tanto aveva deriso. Ha dovuto amare Ofelia da morta per la sua pazzia e la grazia dei sui vestiti pieni d’acqua dolce. Si è incantato davanti alla Città Perduta chissà dove, all’inizio dell’alba. Ha pianto con le gambe tremanti per aver toccato l’albero del bene e del male. Ha ricordato le promesse dei padri e quello che c’era scritto sui loro sepolcri. Ha giurato, inginocchiato davanti al Muflone, che dovrà passare ancora molto tempo prima di ricongiungersi con la Giovinezza. Ha assistito a partite a carte dove un uomo si è perso la vecchiaia e fugge lungo il sentiero con le mani fra i capelli mentre gli altri bevono birre calde seduti al tavolo verde. Ha capito che nel Bosco non ci sono soluzioni da adottare e le ambizioni di ognuno vengono scaraventate dentro la Grande Cava. Si è addormentato e ha sognato i minareti di Costantinopoli e le cortigiane in fila per entrare nel Tempio. Ha scavato una buca profonda cinque metri dietro la roccia che conduceva al cielo. Accanto ha voluto incidere il suo nome. Ha urlato contro le montagne l’eco del proprio orgoglio così che gli rimbalzasse addosso e lo investisse fino a ucciderlo. Ha contato fino a mille e trecento prima di andare a scovare gli animali che si erano nascosti sopra gli alberi. “Tana libera tutti” aveva gridato. Ascoltando il suono del tronco di un faggio ha sentito i rumori del porto di Napoli e le navi dei bucanieri assaltare i tesori nascosti nelle stive. Ha tirato le tende del salotto e ci ha trovato un topolino che lasciava qualche mille lire accanto al dentino. (M.D.)


Punti Alti di Felicità

luglio 8, 2011

(Foto a margine – Lago di Santa Croce)

(Punto alto di felicità – Cima Monte Dolada)

(Uomini volanti – Cima Monte Dolada)

(In mezzo alle nuvole. Sottosopra – Cima Monte Dolada)

(Anni Settanta – Lago di Santa Croce)


“Quasi quasi vado a farmi un giro”. L’antologia errante

luglio 3, 2011

Quasi quasi vado a farmi un giro è l’antologia nata dai tre laboratori di scrittura creativa di viaggio di Mortegliano, Pordenone e Gorizia organizzati dall’Associazione culturale Bottega Errante e curati da Mauro Daltin, Lorenza Stroppa e Nadia Pasqual.
Qui si trovano venti storie che raccontano grandi viaggi e piccole deviazioni, alcune scritte durante il laboratorio altre successivamente: un modo per mettere in rete questa esperienza e proseguire a leggere.

Potete scaricare il pdf qui.


“Viaggio” nel vocabolario dell’Italia che verrà

luglio 1, 2011

All’interno di questa iniziativa, ho ridefinito nel nuovo vocabolario dell’Italia che verrà, la parola viaggio. La potete leggere qui: Parole per l’Italia.

CHE COSA SIGNIFICA ESSERE ITALIANI?

“Stendhal, ben prima dello stato unitario, non aveva esitazioni nel riassumere i quattro punti cardinali del genio italico. Energia, diffidenza, sensibilità, odio. Come dire che per lui era chiaro quel che per noi non lo è ancora oggi” (Marino Niola).
E’ da questa mancanza di chiarezza che vorremmo ri-partire. Attraverso le parole. Le parole che esprimono ancora il senso, il sentimento dell’appartenenza. Le parole ‘abitate’, le parole sopravvissute. Le parole del futuro. Dell’Italia che verrà. Roberto Roversi (patria), Alessandro Bergonzoni (bandiera) Grazia Verasani (solidarietà), Massimo Zamboni (salute) sono tra i primi scrittori, poeti, intellettuali, saggisti che si sono misurati con questo vocabolario. Un forziere di parole che si riempia scavando nel petto profondo della nostra cultura, difendendo, condividendo un comune sentire a partire dai luoghi: “Ah, non toccate niente, non sciupate! C’è la mia patria in quelle pietre, addormentata!” (Patrizia Cavalli).