Sul treno per Machu Picchu

Come sempre il treno per Aguas Calientes (Machu Picchu) e’ pieno fino a scoppiare. C’e’ un giapponese seduto accanto a me. Non so, in effetti, se sia un uomo o una donna. Non lo capisco. Ha tirato fuori un taccuino e ha cominciato a scrivere. Ha scritto per tutte e due le ore di viaggio. E’ giovane, ma ha qualche cappello bianco. Nelle orecchie ho I muscoli del capitano e Bufalo Bill. Mi metto a osservare quello che scrive. Non ci capisco niente, ovviamente. Per me non scrive. Disegna. E’ concentrato a mantenere i medesimi spazi da un segno all’altro e tutti i segni sono perfettamente allineati sia in orizzontale che in verticale. C’e’ una precisione e una lentezza che ha a che fare con i saggi. Gli offrirei 100 soles sull’unghia per sapere che cosa sta scrivendo.
Di fronte a me, sulla sinistra, nell’altro scompartimento c’e’ una dona giapponese con un buffo cappello verde in testa con la scritta IRISH e una cordicella che gli circonda il mento. Dorme. Ha la testa che ciondola a destra e a sinistra. Ha una faccia buffa e resisto al forte desiderio di alzarmi e stringerle le guance ripiene. Accanto a lei un uomo dagli occhi a mandorla passa piu’ della meta’ del viaggio a rivedere le fotografie della macchina fotografica. I due non si conoscono, sono saliti in momenti diversi sul treno, non si sono salutati.
Guardo di nuovo lei. Mi chiedo che cosa sognino i giapponesi, se fanno gli stessi nostri sogni, che tipo di immaginario e inconscio possiedano. Lei sta sognando di essere su una nave, di essere la cuoca dell’intero equipaggio. E oggi il mare e’ troppo mosso e le pentole le vanno di qua e di la’. E, cazzo, non si puo’ continuare a lavorare cosi’ e appena toccheranno terra chiedera’ un aumento al capitano.
Torno a guardare il giovane che scrive. E’ singolare, penso, che su tutto il treno per Machu Picchu ci siano tre giapponesi. Mentre aspettavamo non mi pare di averne visti altri. E io ce li ho tutti e tre sott’occhio. E, caso ancora piu’ strano, non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro.

2 risposte a Sul treno per Machu Picchu

  1. Mauro scrive:

    Ho letto due volte questo racconto. Avrei voluto esserci anch’io su quel treno.

  2. beh, per te, esperto di treni, ce n’era tanta di roba su questo…:-)

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