Villazon – Cochabamba. 10

Villazon-Cochabamba. 16.09/17.09.2010

Superato il confine, alle 15.30 ci aspetta il treno che ci porta a Oruro. 17 ore di treno. Ne’ io ne’ Claudio le abbiamo mai fatte, di fila, cosi’, con sedili non proprio comodi e i metri che superano i 4000, la testa pesante, e i film di Silvester Stallone o Toys in spagnolo che passano senza sosta a un ritmo assordante. Quattro fermate: Tupiza, Atocha, Onynu e Oruro. Quelle ufficiali. Nemmeno mettersi a contare quelle in cui il treno si ferma in mezzo al niente, in cui sale e scende gente di tutti i tipi.
Il treno supera distese di nulla, sale bianco vicino ai torrenti. Arriviamo con dieci minuti di ritardo e su un viaggio di 17 ore ci pare un miracolo, abituati come siamo a Trenitalia.
Da li’ ci facciamo portare alla stazione delle corriere. L’altitudine ci tormenta e allora decidiamo di assumere il rimedio piu’ solito a queste coordinate: infuso alle foglie di coca. Un buon te’ che non capiamo se ci aiuta ad alleviare le pene o meno. Alle 10.30 parte l’autobus che in quattro ore ci porta a Cochabamba. Panorami che fanno venire il pelo dritto, montagne come cartapesta tutte attorno e l’altopiano che sembra un mare o un deserto con le dune. Case fatte di terra e qualche mattone, persone sedute lungo la strada. Mi pare tutto assurdo. Rimango incollato per tutto il tempo al finestrino, alle orecchie Carmen Consoli, De Gregori e Keith Jarrett. Saranno certe canzoni, certi collegamenti che la mia testa comincia a fare, la vista di questi spazi infiniti che a volte il cuore mi si riempie di non so che, se malinconia o felicita’.
Da giorni non vediamo le nuvole. Solo cielo sopra le nostre teste.

Arriviamo a Cochamba e ci accoglie Stefano, un ragazzo di Udine, da tre anni qui, che lavora per il Cevi su un progetto riguardante l’acqua: sara’ lui il nostro caronte per i prossimi tempi, per farci capire meglio che cosa e’ successo qui e che cosa succede anche ora su questo tema.

3 risposte a Villazon – Cochabamba. 10

  1. Marisa scrive:

    Immagini,persone,paesaggi molto diversi da quelli che sei abituato a vedere. Per forza in te si alternano momenti di malinconia,felicità,stupore, ma ,credimi, sei fortunato a viverli.Continua a parlarci della luna…

  2. isa scrive:

    Ciao Mauro,
    la mamma ci ha parlato di questo blog. Ho letto qualcosa e trovo meravigliosa l’esperienza che stai facendo. Sarà un piacere passare ogni tanto a leggerti: emozioni gratis…non è poco! Un caro augurio per il proseguio del tuo viaggio!

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