Salta-La Quiaca. 9

Salta – La Quiaca. 16.09.2010

Difficile scrivere questa puntata. Difficile perche’ si tratta di uno spostamento e non di un luogo fermo o di persone con cui parlare, che ti raccontano un luogo. Difficile anche perche’ forse per me si tratta del viaggio (appunto spostamento) piu’ incredibile della mia vita.
Partiamo da Salta alle 5.30 della mattina, dopo aver abbracciato stretto Mauro Sabbadini che e’ stato con noi per tutto il tempo. Ci ha detto: “Andate via la mattina presto cosi’ ammirate la Quebrada di Humauaica, che e’ Patrimonio dell’Umanita’” ci dice e noi seguiamo questo consiglio, anche se il nome non ci dice nulla e l’Umanita’ ha talmente tanti patrimoni che non mi fido piu’.
Dormiamo fino alle 8 circa, fino alla cittadina di Juyuy. Da li’, da quel momento e per circa le successive 5 ore siamo letteralmente sulla luna. Della luna, io ci ho scritto e ci sto scrivendo gia’ da un po’, con luoghi che hanno a che fare con Lei (Moggessa, Erto, Palcoda eccetera) o con persone. Luna come metafora di mille cose, di terra e tempo, di spazi e dimensioni. Non avrei mai creduto che nel Nord Ovest dell’Argentina fino al confine boliviano ci sia proprio la luna e io l’abbia attraversata. E’ il viaggio piu’ assurdo, su cui scrivero’ con calma e qui sommariamente. Si sale veloci, si superano i tremila metri in questo altipiano andino dalle montagne di pietra colorate di rosso, giallo, grigio con contrasti che ti mozzano il fiato. La strada e’ parallela a un rio e attorno, come in un abbraccio, montagne dappertutto.
Nel bus c’e’ l’umanita’ piu’ varia, uomini con cappelli strani, donne, tante donne coloratissime, con enormi sacchi pieni di vestiti o cose da andare a vendere in chissa’ quale citta’, facce andine, piene di spigoli, rughe e scottate dal sole.
Case ogni tanto, in mezzo a chilometri di nulla. Cimiteri delimitati da qualche pietra che non si capisce quali morti possano contenere. Recinti per delimitare spazi immaginari, legati a qualche sogno. Gente che aspetta autobus e li credo sia li’ da ore perche’ di macchine o corriere se ne vedono pochissime. Da dove vengono e dove vanno non e’ dato sapere.
Persone che scendono e cominciano a camminare verso il nulla.
Ogni tanto qualche asino, qualche lama e sale lungo il fiume. Sale che a volte in lontananza se ne vede in abbondanza e a me sembra una spruzzata di neve o lo zucchero a filato che si mangia nelle sagre.
Entriamo in un paese, Tilcara, ed e’ chiaro che si tratti del centro della luna.
Il fiume nella seconda parte scompare, e anche la vita si assottiglia ancora di piu’, anche se alcuni fantasmi li vedi dispersi assieme a qualche bestia.
Arriviamo alla frontiera con la Bolivia e i 300 metri che camminiamo ci fanno capire che qua, a 3800 metri, non si scherza. Testa che gira, debolezza, stomaco sottosopra.
Ti immagini un confine militarizzato, visto che la Bolivia e’ uno degli stati del Sud America da cui si esporta piu’ droga. Ti immagini una struttura e una coda lunga chissa’ quanto. Invece ci troviamo in un gabbiotto di tre metri per tre davanti a un ufficiale che usa un computer dell’anteguerra. Passiamo mostrando i documenti, ma avremmo potuto tranquillamente entrare senza mostrare niente.
Si vedono le donne-formica, donne che sulle spalle portano le merci dei camion che non possono passare la frontiera senza pagare una tassa. Allora le donne vanno ai camion, riempiono le sacche e piegate sulla schiena se ne vanno di la’ a caricarle su altri camion. Cosi’ tutto il giorno. E, facile pensare, per due lire. Anche meno.
A me piace pensare che in quei sacchi queste donne nascondano anche dei piccoli sassi della luna e che li portino di la’ a mostrare ai bambini che la luna la vedono solo in cielo.

4 risposte a Salta-La Quiaca. 9

  1. paolo fabris scrive:

    Sapevo di questo viaggio, ma non del blog. Bellissimo, continua a scrivere così.
    Leggo di padre Jose, Leo, Mauro..le loro sono tutte storie da raccontare.
    E Mauro, ma quanto parla mauro?

    ..pauli

  2. Grazie pauli…
    si, tutte storie da raccontare, insime ad alte mille…
    Mauro? Parla tantissimo…:-)
    mandi
    mauro

  3. michela scrive:

    sto viaggiando con i tuoi occhi e le tue parole, mi piacerebbe vedere gli stessi colori……………
    miki

  4. dai che ti mostrero’ le foto…
    mauro

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