Buenos Aires. 2

Buenos Aires. 06.09.2010

“Gli argentini sono come le macchine che vedi. Si dice che noi quando si rompe qualcosa la leghiamo con il filo di ferro e la lasciamo cos¡” mi dice Leo, otto anni in Italia, a Cormons, in provincia di Gorizia. In effetti, la sensazione e’ un po’ questa, di qualcosa di eternamente precario, che rimane in un equilibrio instabile perenne. E forse e’ cos¡ anche la storia di questo paese cos¡ strano.
Si dorme in una casa che sembra il palcoscenico di un teatro di provincia, piena di cose appoggiate ovunque, che spuntano fuori da ogni angolo con orologi che a un volume altissimo battono ogni ora con ritornelli improbabili. E dove una donna ci parla mescolando friulano, spagnolo, italiano e inglese nella stessa frase e il suo uomo bestemmia ricordando di quando a 19 anni lascio’ il Friuli.
Ieri di nuovo al quartiere Ferrari e a mangiare con don Jose’ e tutti quelli del Centro nella campagna fuori Buonos Aires, dove la fanno da padrone le cooperative del latte e chi ha qualche pezzo di terra dove vivere. Ovunque un sacco di italiani che ti raccontano da dove vengono, la storia dei loro nonni e dell’emigrazione, ti chiedono sempre come si sta in Italia. E tu a rispondere imbarazzato che in Italia da un decennio a questa parte proprio bene non ce la passiamo. Oltre il 50% qui sono di origine italiana. Il resto e’ un miscuglio che pare di essere sempre immersi in un porto di mare dove persone vanno e vengono e dove le lingue si accavallano una sull’altro.
Oggi camminiamo immersi nel quartiere della Boca, luogo della leggendaria squadra del Boca Juniors fondata da emigranti genovesi all’inizio del Novecento. Qui essere del Boca non e’ tifare una squadra di calcio, ma essere in un certo modo. Ho raccolto la storia di questa squadra e del suo stadio, la Bombonera e di un portiere pazzo degli anni Settanta.

2 risposte a Buenos Aires. 2

  1. Zorz Mors scrive:

    Ehi hai incontrato Leo Sabbadini..saluti da Giorgio ed ELisa (si, si deve ricordare dell’asado a pasquetta a casa nostra ad Aiello..). mandi, buon viaggio (ancora). Giorgio

  2. s¡, s¡, lui. Un grande. Grazie Giorgio. Mauro

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