A Radio Rai Fvg

luglio 30, 2010

Lunedì 2 agosto sarò ospite, insieme ad altre voci (librai, viaggiatori, guide), alla Rai di Trieste per una trasmissione radiofonica che andrà in onda in diretta dalle 11.30 alle 12.30.
Tema: “il racconto di viaggio” e sarà coordinata dal giornalista Giancarlo Sturloni.
Racconterò del progetto sud americano, di viaggi lenti e di editoria legata al viaggio.

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Mauro Daltin e Claudio Moretti in Sud America

luglio 16, 2010

CLAUDIO MORETTI E MAURO DALTIN TRA GLI EMIGRANTI FRIULANI IN ARGENTINA E TRA I BAMBINI INVISIBILI DELLE ANDE

Dal primo settembre, l’attore Claudio Moretti e lo scrittore Mauro Daltin saranno in Sud America e attraverseranno Argentina, Bolivia e Perù.

In Argentina saranno ospiti di famiglie di emigranti friulani a Buenos Aires, a Cordoba e Colonia Caroya fino ad arrivare a Salta. Si sposteranno in autobus, raccoglieranno le storie dei progetti sociali e culturali che legano il Friuli Venezia Giulia all’Argentina, parleranno di emigrazione e della situazione del paese sudamericano.
Da Salta proseguiranno per Cochabamba e La Paz in Bolivia e, una volta arrivati al lago Titicaca, superata la frontiera fra Bolivia e Perù, con un treno che sale a 4000 m sulle Ande arriveranno direttamente a Cuzco. I fili conduttori che li muoveranno saranno il problema dell’acqua, l’emigrazione e i bambini.
Nel cuore dell’impero Inca saranno ospiti al “Centro Yanapanakusun” (www.caith.org; www.yanapanakusun.org) fondato e diretto da Vittoria Savio, piemontese, una delle donne più influenti e importanti del Perù, vera e propria figura di riferimento per tutto il mondo sociale e della cooperazione. Tra l’altro il Centro è promosso spesso in Italia con numerosissime presentazioni ed eventi e ha molti sostegni e collaborazioni con enti pubblici e privati italiani ed europei.
Qui lavoreranno ad alcuni progetti assieme alle bambine invisibili del Perù, bambine che altrimenti verrebbero sfruttate sia lavorativamente sia a volte sessualmente dalle famiglie ricche delle città e che in questo centro trovano una struttura che dà loro una istruzione, una dignità di lavoratrici e un’assistenza medico-legale completa.

Il centro ha all’attivo una scuola pubblica, un programma di turismo responsabile (tramite un ostello equo-solidale e una agenzia di viaggio), una radio dove dare voce alla situazione di queste lavoratrici domestiche sfruttate e alle difficili condizioni dei bambini in generale, una biblioteca e una casa famiglia.
Claudio Moretti e Mauro Daltin saranno ospitati per una serie di progetti: laboratori legati al teatro e al gioco, la raccolta di testimonianze e storie che dovrebbero confluire in un progetto editoriale, una collaborazione con la radio e l’agenzia di viaggi, una serie di reportage per blog, riviste e periodici (sia in Friuli sia nel resto d’Italia), una serie di eventi pubblici al ritorno dall’esperienza.

Profili biografici:
Mauro Daltin nasce nel 1976, in Friuli. Lavora nell’editoria da alcuni anni, prima al Touring Editore, poi alla Kappa Vu, e successivamente come editor e responsabile editoriale della casa editrice Ediciclo. Ha fondato e diretto il quadrimestrale PaginaZero-Letterature di frontiera. Collabora con il settimanale “Carta” e la rivista “Lo straniero” di Goffredo Fofi. È autore per il Touring Editore della guida Friuli Venezia Giulia per la collana Tracce. Si è trovato a condurre, divertendosi molto, programmi radiofonici su letteratura, editoria e cultura sulle frequenze di Radio Onde Furlane. Spesso presenta e legge in pubblico. Ha pubblicato il libro L’eretico e il cattolico. Intervista a Elio Bartolini per la Kappa Vu edizioni. Nel 2009 la raccolta di racconti Latitanze per i tipi della Besa Editrice. Il suo blog: https://latitanze.wordpress.com

Claudio Moretti è nato a Gradisca di Sedegliano, Nel 1982 fonda il Teatro Incerto con il quale ha percorso in lungo e in largo tutto il Friuli e diverse località italiane ed europee. Nel 1986 inizia la Scuola triennale di Formazione Professionale per attori FARE TEATRO organizzata dal C.S.S. di Udine. Da anni e a giorni alterni, collabora con vari enti fra i quali l’Università di Udine, Friuli nel Mondo, il SERT, La Civica Accademia d’Arte drammatica “Nico Pepe”, C.S.S., la Scuola d’Arte e Mestieri di Pordenone ed altri. Lavora per emittenti locali come Rai Regione, Telefriuli, Free e Onde Furlane. Ha partecipato alla realizzazione di libri vari e soggetti video (anche attore) per l’infanzia. Ha recitato dappertutto, compresi carceri e manicomi (ce n’è ancora), ma anche nei night, negli ospedali e persino in un circo. La Rai e Telefriuli hanno mandato in onda i loro spettacoli teatrali più recenti, “Maratona di New York” e il radiodramma “I Mosaicisti”. Con Fabiano Fantini ed Elvio Scruzzi, ha scritto testi teatrali, regolarmente pubblicati nella collana “X il Teatro”, e realizzato decine di spettacoli.

Contatti:

Mauro Daltin – mauro.daltin@fastwebnet.it – 3402445710

Claudio Moretti – claudiomoretti@yahoo.it


Il calcio di Zoran braccia di rondine

luglio 15, 2010

Questa è la mia prefazione al libro Il derby della luna di Maurizio Mattiuzza, appena uscito per l’Associazione Carta e Penna. La postfazione è invece curata dal mitico Bruno Pizzul. Si tratta di tre racconti di calcio, ma non solo, sarebbe molto riduttivo. Si parla di un sacco di cose, alla maniera di Mattiuzza. Quello che penso di questo libro lo trovate in questo pezzo. Ringrazio Maurizio per coinvolto in questa sua nuova avventura che muoverà come sempre energie nuove.

Il libro è ordinabile scrivendo a: cartaepenna@cartaepenna.it o maurizioburi@hotmail.com

La prima presentazione ufficiale si terrà a Udine alla Corte Palazzo Morpurgo il 4 agosto alle 18.30 con la partecipazione straordinaria di Bruno Pizzul. Chitarra e voce di Renzo Stefanutti.

Il calcio di Zoran braccia di rondine
di Mauro Daltin

Profumano di neve e di notti di luna piena i racconti di Mattiuzza. Notti in cui può capitare di tutto, dove un pallone rotola e gonfia una rete, o giorni dove le linee di un campo da calcio di periferia sono cancellate da una nevicata di marzo o dove, ancora, accade che un vecchio, barricato dentro casa, ricordi un rettangolo verde spazzato via dalle ruspe del progresso. E poi il calcio. Il calcio c’entra in queste tre storie. Anzi, c’entra il pallone, perché il pallone è gioco, cosa tremendamente seria. mentre il calcio è spettacolo, lustrini e pailette. Il pallone è quello giocato sull’asfalto dove i muri fungono da sponde per scartare gli avversari e il “fuori” non esiste, e si corre finché c’è da correre, si scavalca un muro per recuperare la palla e la porta di una squadra è un metro più piccola di quella degli avversari. Tutto questo ha a che fare con le questioni serie della vita, con le coincidenze, con gli spigoli che deviano all’ultimo momento un tiro. È un calcio di strada, sport proletario: non serve comprarsi niente, non c’è attrezzatura; una palla di carta e tanto fiato bastano. E se sei medico o operaio non importa, sei nello stesso rettangolo a sgomitare e rincorrere il pallone.
Il ritmo delle storie di Mattiuzza lo definirei balkan-argentino, un tango malinconico con spruzzate di fisarmonica e tromba a ricordarci che tutto, pallone compreso, può essere bevuto come una rakija o giocato come fosse la partita della vita o della morte, o forse, più di tutto, può essere fotografato come la danza di un ballerino mezzo ubriaco aggrappato alle spalle di una donna rassegnata. Questi racconti si muovono su due terre lontane, diversissime, ma anche incredibilmente vicine: i Balcani e il Sud America.
Terre di malinconia, musica, eccessi, genialità, fatalismo, realismo magico. E terre di calcio. Solo a quelle coordinate potevano nascere giocatori come Savicevic o Maradona, ed esserci squadre come la Stella Rossa Belgrado o il Boca di Buenos Aires. Squadre che sono appartenenza, lotta contro l’ingiustizia di una vita, politica, storia, che sono stadi dove quando entri da avversario ti tremano le gambe a sentire dal tunnel quello che ti aspetta là fuori, dove ex galeotti, briganti di strada, gente dei sobborghi, minoranze, si riuniscono per sostenere una squadra che è anche una filosofia.
Non è un caso che recentemente il regista Kusturica abbia girato un film sulla vita di Maradona: due pazzi, due temerari sempre sul filo, sempre in equilibrio fra eccesso e genio, folgorazione e allucinazione.
Mattiuzza condensa tutto questo, lo rielabora secondo le sue logiche. Modella il tutto con parola di poeta. C’è musica in questi racconti, litanie con scatti alla Bregovic.
Ne Il derby della luna che dà il titolo al libro, l’autore racconta di fiumi che dividono terre in due parti come fossero le due metà di una mela, come quella linea che una mattina si trovarono tracciata nel cuore gli abitanti di Mostar o quelli di Berlino. Qui il calcio è metafora di divisioni e il fiume separa due squadre di calcio che si odiano, sportivamente, ma che forse si guardano in cagnesco perché quelli di là vivono sull’altra riva, sono diversi. Come ogni linea o muro tracciato. Segna un sé. E il derby diventa qualcosa di epico, che poco ha a che fare con il calcio, ma tanto con l’orgoglio, l’onore, la difesa del proprio essere, del proprio stare. Come a Mostar, mi viene da pensare, dove fratelli fino al giorno prima, si ritrovano, una mattina, una linea tracciata da chissà chi che divide, e i fratelli si trasformano in nemici da ammazzare. E qui la guerra c’entra. Eccome. Come nel racconto Il tema del cileno Skarmeta che riecheggia nel sottofondo.
Mattiuzza è stato un portiere. Non ho dubbi. Uno di quei portieri malinconici che non comandano la difesa con urlacci che attraversano il campo, non uno di quelli che usciva in presa alta fuori dai pali. No, Mattiuzza lo immagino che si distraeva durante le partite a capire chi era quello col cappotto nocciola seduto vicino a Gianni, nel lato ovest della tribuna. O che guardava le foglie ingiallite degli alberi o i pezzi di cielo sopra il campo. Me lo immagino un portiere che non usciva mai nemmeno dall’area piccola, come se quello fosse per novanta minuti il suo giardino di casa. Uno così così con i piedi, ma a cui piaceva un mondo volare da un palo all’altro sulla riga di porta. Leggi il seguito di questo post »


ARTETICA 2010

luglio 14, 2010

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CIRCOLO CULTURALE ARTETICA

presenta

ARTETICA 2010
22 luglio e dal 29 luglio al 1 agosto
Area Verde Chiarandone – Villa Muciana
Muzzana del Turgnano (UD)

Torna ARTETICA 2010. Concerti mostre, convegni, laboratori per i più piccoli, cucina, mercatino equo-solidale, presenza delle associazioni del territorio.

Programma

Giovedì 22 luglio
ore 20.45

Aspettando la festa in Villa Muciana:
inaugurazione della mostra La terra il lavoro. 1890-1960 a cura di Enrico Folisi.
A seguire incontro Il Friuli che cambia: territorio, paesaggio e identità a cura di Radio Onde Furlane (RADIO ATOR). Parteciperanno Enrico Folisi (storico), Giorgio Cavallo (Pres. Reg. Legambiente), Adriano Venturini e Lorenzo Fabbro.
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Venerdì 30 luglio
ore 21.30

Musica dal vivo con R.esistence in Dub
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Sabato 31 luglio
ore 19.00

Apertura di Mercatetico: Solidarietà e Associazioni

ore 21.30

Musica dal vivo con Eleonora Cedaro, Renzo Stefanutti e Luna e un quarto.
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Domenica 1 agosto
ore 19.00

Laboratorio archeologico sperimentale per bambini e adulti a cura di Marco Del Piccolo

ore 21.30

Musica dal vivo con I Modium.
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Venerdì, sabato e domenica potrete degustare, dalle ore 19.30, prodotti tradizionali, prodotti equo-solidali e le fantasie di piatti etnici.