Furlan on air. Onde Furlane una radio libera da 30 anni

Furlan on air
Onde Furlane una radio libera da 30 anni

di Mauro Daltin (articolo pubblicato su Carta Estnord)

Nel condominio di via Volturno, al civico 29, c’è uno strano campanello color rame con la scritta Radio Onde Furlane. Quando suoni, non ti chiedono mai chi sei, da lassù aprono a tutti. Sali fino al secondo piano ed entri in questo appartamento dove ti sembra di entrare nella sede di una radio libera degli anni Settanta.
A sinistra entri in una stanza dove c’è una finestra. Da questa finestra qualche anno fa potevi guardare il fragile edificio che ospitava il Centro Sociale di Udine; ora, sempre da qui vedi un indistruttibile e gigantesco blocco di cemento con rampe per le macchine, vetrate, gente incravattata. È la nuova sede della Regione Friuli Venezia Giulia.
La radio proprio nel 2010 compie 30 anni e da quelle scale, per tutto questo tempo, sono salite migliaia di persone della cultura, del mondo sociale e politico, gente comune, immigrati, artisti, giornalisti, operai. La radio è l’occhio che guarda da quella finestra ed è un occhio che osserva, registra, racconta. Testimonia. In friulano.
È proprio questa relazione fra informazione giornalistica e lingua friulana che ha fatto nascere la radio nel lontano 1980. Solo dopo, e come conseguenza, si è trasformata in un osservatorio per le questioni sociali, ambientali, culturali di tutto il territorio. Ma l’aspetto nuovo era che per la prima volta in Regione, e nel resto d’Europa, nello Statuto di un organo di informazione, tra l’altro privato, compare come elemento fondante una lingua minoritaria, in questo caso il friulano.
“Bisognava inventarsi tutto non avendo riferimenti né modelli a cui guardare” – racconta Paolo Cantarutti, presidente della Cooperativa “Informazione Friulana” che gestisce la radio, responsabile dei progetti speciali e della redazione culturale, uno degli elementi innovativi della cultura friulana moderna. “Ci siamo messi a usare questa lingua per raccontare la realtà, l’attualità, le cose che capitavano ogni giorno in Friuli e fuori dal Friuli. È da qui, dalla radio, che poi sono nati strumenti come il vocabolario, il correttore ortografico. Da qui, non dall’Università. Perché qui usciva il friulano non folcloristico, non legato ai sentimenti, ma una lingua vera, che faceva i conti con le altre lingue e con tutto quello che capitava attorno, dal territorio allo sport, dal cinema alle questioni sociali” continua.
All’inizio, durante i primi anni, la radio era vista come uno spazio politico, legato anche agli ambienti della sinistra extraparlamentare che sostenevano l’autonomia e l’indipendenza politica e culturale del Friuli. Ed era in parte vero, ma non solo. C’era molto altro, c’era un movimento che stava crescendo, insieme ad un laboratorio artistico che poi si sarebbe tradotto in esperienze come Usmis. E c’era un mondo musicale in friulano che attorno a Onde Furlane stava muovendo i primi passi.
Come in tutte le storie si arriva a uno spartiacque che segna, in questo caso, la vita della radio e di tutti quelli che lavorano con la lingua friulana. “Prima delle leggi regionali e statali di tutela del friulano come lingua minoritaria, la radio ha faticato non poco ad andare avanti, dopo le leggi è stato meno difficile accedere ai fondi riguardanti le attività in friulano anche perché eravamo una delle pochissime realtà a lavorare sulla e con la nostra lingua 365 giorni all’anno, con una struttura aziendale fatta di attualmente di 7 dipendenti, tutti con un contratto a tempo indeterminato. Non è stato comunque facile farci riconoscere quello che ci spettava, siamo una radio comunitaria organizzata in forma cooperativa e non abbiamo editori di riferimento, la nostra indipendenza ha sempre creato qualche fastidio ai poteri politici e religiosi. Siamo invece molto amati da associazioni culturali di qualsiasi genere, comitati per la difesa dell’ambiente, gruppi informali ed autogestiti, musicisti ed artisti friulani, tutte realtà a cui in questi anni abbiamo dato voce” dice Mauro Missana, direttore e uno dei nomi storici della radio. “Fu un cambiamento proprio a livello professionale, riuscimmo a comprare qualche attrezzatura, a pagare qualche collaboratore, a mettere in piedi programmi nuovi” continua.
Ora, dopo anni di battaglia anche per la sopravvivenza, la radio rilancia la sua posizione e il suo ruolo e si apre al mondo anche con le nuove tecnologie. Ora è tutto più mescolato, si usano registri differenti, le lingue si intersecano. Da dieci anni ci sono programmi interamente condotti da immigrati. “Mischiarci con l’immigrazione per noi è stato naturale. La radio vuole raccontare la realtà e quando ci siamo chiesti qual era il modo per raccontare le storie degli immigrati, ci è parso normale pensare che fossero proprio loro a mettersi davanti al microfono. In fondo, la radio ha dato voce per la prima volta alla comunità friulana e la stessa cosa ora la fa con gli immigrati” spiega il direttore.
È forse l’esperimento più intrigante degli ultimi anni, tanto che un paio di immigrati ora lavorano alla radio. Ma la cosa che è successa, e che ha dell’incredibile solo per chi per chi non ha mai ascoltato i 90 MHz in Friuli, è che Isabelle, di origini haitiane, è una dei redattori del GR in friulano e il camerunense Daniel Samba conduce in friulano Friûl piturât di neri – Friuli dipinto di nero uno dei programmi di intrattenimento più apprezzati dagli ascoltatori.
Tutto nasce dal progetto di informazione e comunicazione interculturale Colors, la trasmissione radiofonica (ripresa anche da Radio Capodistria) realizzata da redattori italiani e stranieri provenienti dal Brasile, Mozambico, Libano, Costa d’Avorio, Serbia e Bosnia, che vivono a Udine e a Trieste e che ogni settimana trattano le tematiche di attualità riguardanti la vita degli stranieri nella regione.
Da sempre Onde Furlane sperimenta anche un nuovo linguaggio radiofonico, dando spazio a radiodrammi che mescolano suoni, rumori, parole, storie in una sorta di psichedelia radiofonica; un caso è quello dei programmi London Calling e Sister Blister, quest’ultimo un reale blob radiofonico che viene montato mescolando musiche, pezzi di film, comizi politici e quant’altro. Un destrutturare i mezzi di comunicazione di massa per accostarli, per renderli vivi come se tutto facesse parte di un unico format e la lingua potesse venire modellata a piacimento di ognuno, di chi la usa.
Inoltre “la rete” – come ci racconta Mauro Missana – “ha dato un impulso nuovo alla lingua friulana. Sembra che la gente torni a partecipare, il proliferare di blog e siti in cui si usa il friulano per comunicare e informare sono sempre di più. Sembra che le nuove tecnologie stiano avendo come effetto quello dell’abbattimento delle barriere linguistiche. In sostanza, la gente non si vergogna più di parlare la propria lingua”.
Onde Furlane non è solo una radio che ha una sede da dove trasmette, ma è una radio che si sposta, viaggia, racconta il mondo. Va direttamente nelle scuole a trasmettere filmati, musica e a organizzare laboratori con gli studenti o fa ascoltare, durante la trasmissione Radio Dîs, le voci degli allievi delle scuole medie e superiori che raccontano in maniera diretta il rapporto con la propria madrelingua (sia essa l’italiano, il friulano o un’altra lingua delle minoranze e delle varianti dialettali presenti in regione, o ancora una lingua legata ai flussi di recente immigrazione).
Con il progetto Sgarfefurlans, Loris Vescovo, conosciuto anche per la sua attività di cantautore, racconta e dà voce agli emigrati friulani che vivono nell’Europa Orientale, dalla Slovacchia, all’Ucraina, dalla Romania all’Ungheria andando nelle loro case ad ascoltare le storie di emigrazione. Qui si fa chiaro un pensiero: tutte le storie degli uomini costretti a lasciare la propria terra sono simili.
Caso emblematico in questo senso è la collaborazione con Radio FM Comunicar (a Colonia Caroya in Argentina, cittadina fondata da friulani a fine Ottocento) attraverso la scambio di trasmissioni (Onde Furlane ritrasmette in Friuli una trasmissione prodotta da FM Comunicar per i friulani d’Argentina, mentre FM Comunicar ha allestito una frequenza per la diffusione dell’intera programmazione di Onde Furlane su un’area di 80 mila abitanti, con ottimi risultati d’ascolto).
La radio produce anche musica indipendente con l’etichetta discografica Musiche furlane fuarte, organizza il Premi Friûl, unico premio per la musica in lingua friulana e che dà spazio ai gruppi emergenti di qualsiasi genere musicale, a Suns un festival della canzone in lingua minoritaria dell’arco alpino, collegato ad una rete europea di festival simili. Partecipa all’organizzazione di Festintenda, da oltre 25 anni il festival rock in Friuli, e alla manifestazione Cormôr Salvadi.
Per i trent’anni, Cantarutti e Missana, insieme a tutti i collaboratori di Radio Onde Furlane hanno in mente di organizzare una serie di iniziative tra cui la redazione di un Manifesto culturale e politico sul Friuli, un Convegno internazionale su imprenditoria e minoranze oltreché una pubblicazione sulla produzione musicale della regione.
La radio come esperienza culturale, sociale e politica è unica nel suo genere. Una radio che è tante cose insieme, la voce di un popolo prima di tutto, come recita il motto “Radio Onde Furlane, la radio libera dei friulani”. Ed è anche fatta da quelle scale che ti portano al secondo piano del 29 di via Volturno da dove continueranno a salire un sacco di persone e da quella finestra, da dove si potrà sempre dare una sbirciata a quello che capita fuori.

Radio Onde Furlane
via Volturno 29, 33100 Udine, tel. 0432530614
http://www.ondefurlane.eu, info@ondefurlane.eu
Frequenze: nelle province di Udine, Gorizia e Pordenone la trovate sui 90 MHz; nella zona montana della Carnia sui 90.20 e 106.50 MHz, in Argentina a Colonia Caroya (Provincia di Cordoba) sui 96.60 MHz, sul sito internet la potete ascoltare sempre e ovunque in streaming.
Facebook: due gruppi a cui potersi iscrivere per entrare in contatto direttamente con tutta la comunità della radio.
Myspace: http://www.myspace.com/ondefurlane

Programmazione: la programmazione comprende un contenitore della mattinata, chiamato “Ator Ator”, con molte interviste e approfondimenti, quattro edizioni del notiziario, una miriade di programmi di servizio sul territorio (vanno dalla sanità all’ecologia) e parecchi programmi musicali, curati da esperti musicali, molto ascoltati anche via Internet per la loro unicità nel panorama italiano. Il raggio d’ascolto è limitato al Friuli storico, oltre a un trasmettitore situato nella città argentina di Colonia Caroya, abitata da gente di lontana origine friulana. In streaming la si può ascoltare in tutto il mondo, con orari sfalsati per ogni continente.

Altri indirizzi utili:
Musiche furlane fuarte: http://www.musichefurlanefuarte.com
Festaintenda: http://www.festintenda.it

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