Christopher Johnson McCandless

settembre 24, 2009

chris

Ieri ho visto per la prima volta Into the wild – Nelle terre selvagge. Un gran film e una grande storia vera. Questa la storia di Supertramp tratta da Wikipedia.

Christopher Johnson McCandless, conosciuto anche come Alexander Supertramp (12 febbraio 1968 – 18 agosto 1992) è stato un viaggiatore statunitense trovato morto nei pressi del Parco nazionale di Denali, in Alaska. Ha viaggiato per due anni negli Stati Uniti e nel Messico del nord, fino a raggiungere l’Alaska, da solo, con poco cibo ed equipaggiamento. Jon Krakauer nel 1996 ha scritto un libro sulla sua vita Nelle terre estreme (Into the Wild), che ha ispirato il film Into the Wild – Nelle terre selvagge diretto da Sean Penn e interpretato da Emile Hirsch.
«Ho vissuto una vita felice, e ringrazio il Signore. Addio, e possa Dio benedirvi tutti. »
(Scritta lasciata da McCandless all’interno del Magic Bus.)

Nasce il 12 febbraio dell’anno 1968 nel Sud della California, da Walt McCandless, un dipendente della NASA, e Wilhelmina Johnson, un’impiegata. Dopo sei anni a El Segundo, la famiglia si sposta nel Virginia. Nel 1990 si laurea con il massimo dei voti in Storia e Antropologia all’Università di Emory. Benestante di famiglia, decise di attraversare l’Ovest Americano da solo, dopo aver donato i suoi 24.000 dollari di risparmi alla Oxfam.
Intraprese inizialmente il suo viaggio con la sua vecchia auto, una Datsun gialla B210 del 1982, un acquisto dell’ultimo anno di liceo con cui Chris amava viaggiare durante le vacanze scolastiche. Questa fu ritrovata da un gruppo di ricercatori di fiori rari nel deserto del Mojave, all’interno Mccandless aveva abbandonato una chitarra Gianini, un pallone da football, un sacchetto di immondizia pieno di vecchi indumenti, una canna da pesca, 10 kg di riso, un rasoio elettrico nuovo, un’armonica a bocca, i cavi della batteria e le chiavi. Il ragazzo abbandonò il proprio mezzo a causa di un’ondata d’acqua proveniente dal fiume, accanto al quale si era accampato, che bagnò il motore rendendo l’automobile inutilizzabile. Fu questo il motivo per cui proseguì a piedi e facendo autostop. Trascorse gli ultimi 112 giorni della sua vita nei boschi dell’Alaska, nel parco nazionale di Denali, avendo come unico rifugio un vecchio autobus abbandonato, da lui rinominato Magic Bus (che è attualmente meta di pellegrinaggio da parte di coloro che sono rimasti affascinati dalla sua storia). Chris riuscì a sopravvivere con l’ausilio di pochi strumenti: un fucile Remington calibro 22, una sacca di riso, un libro sulle piante commestibili del luogo, ed altri semplici oggetti da campo. Fu ritrovato morto dentro l’autobus nell’agosto del 1992 da due cacciatori, i quali scoprirono il corpo a due settimane dal decesso. Ufficialmente è morto di fame (al momento del ritrovamento il cadavere pesava circa 30 kg), ma altre possibili cause sono il freddo, l’aver ingerito accidentalmente alcune piante velenose. Nel vecchio autobus, accanto al cadavere, furono ritrovati numerosi appunti da lui scritti, una macchina fotografica con cui aveva effettuato degli autoscatti, una borraccia di plastica verde, alcune pastiglie per purificare l’acqua, un paio di pantaloni imbottiti, guantoni di lana, una bottiglia di repellente degli insetti, un cilindro consumato di Chap Stick, una scatola di fiammiferi, un paio di stivali in plastica marrone e alcuni libri di autori quali Lev Tolstoj, Jack London e Henry David Thoreau.

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Camminando Camminando. In ricordo di Luciano Morandini

settembre 21, 2009

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di Maurizio Mattiuzza

Alla domanda “come va” mi rispondeva sempre “si resist” trasmettendomi così, col suo linguaggio asciutto, quella passione e quell’impegno civile che sono stati una delle coordinate più forti della sua vita. L’inganno del tempo che scorre, tranello per tanti poeti, Luciano Morandini l’ha evitato in questo modo, resistendo e vivendo con forza lucida il suo cammino di uomo inserito ogni giorno nella storia. Un sentiero che ha percorso senza paura, intessendo la ricerca personale e politica con il filo spesso di una scrittura ora dolce ora severa, ma sempre capace di una lirica alta e attuale. Una poesia che Morandini, proprio come Saba, ha voluto soprattutto onesta. Aveva passato tante esperienze Luciano, scrivendo, fondando riviste e partecipando a stagioni memorabili della cultura italiana. Mi parlava dei suoi incontri con Pasolini, di Biagio Marin e dei poeti dell’allora Jugoslavia coi quali aveva avuto in quei tempi, pioniere assoluto, scambi profondi. In quei discorsi, tra quei ricordi, però non ho mai sentito nostalgia o arcadia, ma stimolo e voglia di confronto. Parlarne era per lui, io credo, soprattutto un’ occasione per marcare una differenza e dare forma a un suo disagio, ad una certa preoccupazione per i tempi odierni, così chiassosi e superficiali. Luciano non ci lascia lezioni, non lo avrebbe voluto. Il suo lascito è un esempio, un’attitudine che spinge a cercare giustizia e dare amore scrivendo poesia autentica.


Addio Luciano

settembre 18, 2009

luciano

L’altra notte è morto Luciano Morandini, uomo, poeta, scrittore, intellettuale che ha donato a chi lo conosceva un sacco di cose. Non solo i libri che ha scritto e le parole che condivideva, ma per me rimane assoluta la lezione di onestà dell’uomo, il non scendere mai a compromessi con i poteri rimanendo sempre libero.
Ricordo l’ultima volta che ci siamo seduti in casa sua e abbiamo chiacchierato un po’ di libri, poesia, giovani scrittori. Lo guardavo muoversi tra gli scaffali infiniti della sua libreria, avvicinarmi, prendermi per un braccio e sospirarmi tutta la sua paura e preoccupazione per come le cose si stavano mettendo. Ma la sua non era una nostalgia, ma una rabbia timida, una decisa ma silenziosa battaglia.
Angelo Floramo mi ha scritto un sms che racchiude bene il senso di vuoto che un personaggio così ci lascia: “Stiamo perdendo i pezzi migliori della nostra coscienza”. Parlando con Luciano dovevi fare i conti con la coscienza di un tempo e di un popolo. Non potevi sottrarti alle responsabilità, non potevi trovare giustificare a ingiustizie e sopprusi.
“Mauro, continua con la rivista, non mollare, è un progetto politico e culturale nel senso alto del termine…” mi incoraggiava Luciano parlandomi di PaginaZero. Non ti ho ascoltato Luciano. Tu avresti continuato, lo so, avresti affrontato e combattutto le difficoltà. Per questo tuo esempio ti sarò grato sempre e per questo dico che abbiamo perso molto. Tutti.

Pubblico una lettera di addio a Luciano firmata da un po’ di persone della cultura friulana e non solo.

A Luciano

In sordina, defilato, senza clamori, te ne sei andato Luciano, uomo forte e taciturno, che con i tuoi silenzi sapevi trarre maggior forza e peso alle tue parole quand’esse uscivano a comporre versi o prose, o quando con la tua voce antica sapevano riempire i cuori.
In questa epoca triste, con la tua mente attenta e viva e la tua storia di intellettuale multiforme e onesto, hai sofferto anche tu del timore che poesia e bellezza, così come impegno civile e coerenza, scomparissero nel nulla
della attuale quotidianità che ben altri “valori” impone.
E di certo per questo e per la tua gentilezza, per il tuo sguardo indagatore e fraterno, che ci mancherai compagno e
amico, a ogni 25 Aprile e Primo Maggio, e in ogni attimo in cui cercheremo poesia; ma in ogni giornata varranno anche
per te quei tuoi stessi versi che mirabilmente hai saputo donare a tutti noi: “la morte giammai spense il vostro ardor, dal cuor della terra rispunta l’amor…”.

Addio Luciano.

Omero Antonutti, Carla Battistella, Alessandra Bertolissi, Renato Calligaro, Claudio Cojaniz, Giorgio Cojaniz, Silvio Cumpeta, Mauro Daltin, Augusto De Bernardi, Aldina De Stefano, Silvana Fachin Schiavi, Angela Felice, Marina Giovannelli, Claudio Grisancich, Edi Kanzian, Alessandra Kersevan, Tito Maniacco, Claudio Martelli, Maurizio Mattiuzza, Graziella Moreale, Marina Moretti, Dario Pagani, Teresa Parmesan, Giancarlo Pauletto, Alessandro Rocco, Francesco Schiavi, Giacomo Scotti, Luigina Soranzio, Michela Spanghero, Andrea Valcic, Giancarlo Velliscig, Franca Visintin.


“Latitanze” a Spilimbergo

settembre 18, 2009

nuolune11

GIOVEDì 24 SETTEMBRE – ORE 19.00
ASSOCIAZIONE CULTURALE “DISQUISITO”
PRESSO TRATTORIA TRE CORONE
SPILIMBERGO (PN)


Presentazione del libro

Latitanze
di Mauro Daltin

Introduce
Fabio Garzitto (critico)

Letture e improvvisazioni
Claudio Moretti (attore)


Non essendo che uomini

settembre 9, 2009

dylan

Non essendo che uomini, camminavamo tra gli alberi
Spauriti, pronunciando sillabe sommesse
Per timore di svegliare le cornacchie,
Per timore di entrare
Senza rumore in un mondo di ali e di stridi.

Se fossimo bambini potremmo arrampicarci,
Catturare nel sonno le cornacchie, senza spezzare un rametto,
E, dopo l’agile ascesa,
Cacciare la testa al di sopra dei rami
Per ammirare stupiti le immancabili stelle.

Dalla confusione, come al solito,
E dallo stupore che l’uomo conosce,
Dal caos verrebbe la beatitudine.

Questa, dunque, è leggiadria, dicevamo,
Bambini che osservano con stupore le stelle,
E’ lo scopo e la conclusione.

Non essendo che uomini, camminavamo tra gli alberi.

[Dylan Thomas: “Poesie inedite”]


“Latitanze” a Rivignano

settembre 5, 2009

nuolune11

SABATO 12 SETTEMBRE – ORE 21
CIRCOLO CULTURALE “TROIS”
EX OSTERIA “ALLE PIRAMIDI”
RIVIGNANO (UD)

Presentazione del libro

LATITANZE

di Mauro Daltin

Introduce
Maurizio Mattiuzza (poeta e agitatore culturale)

Letture e improvvisazioni
Claudio Moretti (attore)

Voce e chitarra
Renzo Stefanutti (cantautore)
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Un appuntamento di letture, chiacchiere, improvvisazioni e musiche attorno al libro Latitanze. Squadra formata dall’attore Claudio Moretti che leggerà e improvviserà, dalla voce e dalla chitarra del cantautore Renzo Stefanutti, dalle parole del poeta e agitatore culturale Maurizio Mattiuzza che dialogherà con Mauro Daltin.

“Un passo dietro l’altro in una cadenza ritmata, fatta di morbide ricadute sulla terra e di lievi voli in aria. Schiacciò con forza la testa del pagliaccio dalle calze blu che aveva in tasca. Uscì dal parco e proseguì lungo il fiume, oltre il ponte, oltre l’uomo con il berretto verde e la mezza sigaretta tra le labbra. A destra aveva l’acqua, a sinistra la terra scura. Davanti a lei solo ghiaia e foglie che si spezzavano sotto le scarpe”.

Dieci racconti, dieci storie costrette in spazi e tempi circoscritti, in eterne latitanze quotidiane sospese fra reale e surreale, fra manie e abitudini. Dieci fotografie minime catturate nel loro divenire senza, molto spesso, accennare a cause e conseguenze, a un prima o a un dopo. Il delitto, il sogno, la follia, l’assenza, il tempo sono le regioni in cui queste storie si addentrano. E la mappa che si ricava è fatta di racconti brevi, short stories, per lo più giocati in presa diretta, dove echeggia la lezione carveriana, un minimalismo teso all’analisi minuta del reale, perché è lì che si nasconde il significato delle cose.
——————————————————————————–

Mauro Daltin
nasce nel 1976, in Friuli. Lavora nell’editoria da alcuni anni, prima al Touring Editore, poi alla Kappa Vu, mentre ora come editor e responsabile editoriale della casa editrice Ediciclo. Ha fondato e diretto, assieme all’amico e poeta Paolo Fichera, il quadrimestrale PaginaZero-Letterature di frontiera. Ha collaborato con le pagine culturali di settimanali e quotidiani e come autore con il Touring Club Italiano scrivendo la guida Friuli Venezia Giulia per la collana Tracce. Si è trovato a condurre, divertendosi molto, programmi radiofonici su letteratura, editoria e cultura sulle frequenze di Radio Onde Furlane. Spesso presenta e legge in pubblico, soprattutto con il progetto “Diamo un calcio alle parole”.
Scrive racconti di narrativa e articoli che pubblica su riviste e in antologie. Ha pubblicato il libro L’eretico e il cattolico. Intervista a Elio Bartolini per la Kappa Vu edizioni. Nel 2008 la raccolta di racconti Latitanze per i tipi della Besa Editrice.

Maurizio Mattiuzza, poeta, scrittore, agitatore culturale è nato alle porte di Zurigo nel luglio del ’65. Vive in Friuli dal ‘76. Laureato in scienze politiche ed editore di diverse riviste nei primi anni ’90, ha debuttato come poeta su Usmis, rivista di cui ha sempre condiviso rizomi e sbocchi fino a pubblicare, nel ’97, “La cjâse su l’ôr”, suo primo libro solista. Co-fondatore del gruppo di azione poetica dei Trastolons ha pubblicato e movimentato con gli stessi la raccolta intitolata Tons Trastolons e l’audiolibro “Tananai”. Nell’autunno 2001 ha inoltre dato vita, assieme al cantautore Lino Straulino, all’album “Tiere Nere” (Nota Records), progetto sull’onda del quale è nata una intensa attività live. Suoi racconti ed articoli sono stati pubblicati in questi anni sulle riviste “La Comugne” e “Paginazero”. Ha inoltre recentemente dato alle stampe per KappaVu edizioni, con prefazione di Luciano Morandini e postfazione di Claudio Lolli, una nuova raccolta di liriche intitolata L’inutile necessitâ(t).

Claudio Moretti è nato a Gradisca di Sedegliano, Nel 1982 fonda il Teatro Incerto con il quale ha percorso in lungo e in largo tutto il Friuli e diverse località italiane ed europee. Nel 1986 inizia la Scuola triennale di Formazione Professionale per attori FARE TEATRO organizzata dal C.S.S. di Udine. Da anni e a giorni alterni, collabora con vari enti fra i quali l’Università di Udine, Friuli nel Mondo, il SERT, La Civica Accademia d’Arte drammatica “Nico Pepe”, C.S.S., la Scuola d’Arte e Mestieri di Pordenone ed altri. Lavora per emittenti locali come Rai Regione, Telefriuli e Onde Furlane. Ha partecipato alla realizzazione di libri vari e soggetti video (anche attore) per l’infanzia. Ha recitato in diversi film e ha vinto diversi premi. Ha fatto l’attore ne’ I TURCS TAL FRIUL. Ha recitato dappertutto, compresi carceri e manicomi (ce n’è ancora), ma anche nei night, negli ospedali e persino in un circo. Con i suoi compagni di ventura, ha dato voce (friulana) ai personaggi di Lupo Alberto per Rai Regione. La Rai e Telefriuli hanno mandato in onda i loro spettacoli teatrali più recenti, “Maratona di New York” e il radiodramma “I Mosaicisti”. Con Fabiano Fantini ed Elvio Scruzzi, ha scritto testi teatrali, regolarmente pubblicati nella collana “X il Teatro”, e realizzato decine di spettacoli. Nel 2003 ha vinto il “Moret d’Aur” per la cultura.

Renzo Stefanutti è uno dei maggiori espondenti del cantautorato friulano. Già membro del gruppo “La Cliba”, ha pubblicato il disco il cercli crevat (Nota Records) con interventi di Erri De Luca e Lance Henson. Partecipa a concerti, festival, rassegne musicali, ed è sempre impegnato in una fitta attività live sia come solista sia accompagnando molti poeti in reading letterari. Sta ultimando il suo nuovo album.


“Latitanze” a Cividale

settembre 3, 2009

nuolune11

VENERDI’ 11 SETTEMBRE – ORE 21
CIRCOLO CULTURALE “NAVEL”
FORO PIAZZA GIULIO CESARE 13
CIVIDALE DEL FRIULI (UD)

Presentazione del libro

LATITANZE

di Mauro Daltin

Introduce
Maurizio Mattiuzza (poeta e agitatore culturale)

Letture e improvvisazioni
Claudio Moretti (attore)

Voce e chitarra
Renzo Stefanutti (cantautore)
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Un appuntamento di letture, chiacchiere, improvvisazioni e musiche attorno al libro Latitanze. Squadra formata dall’attore Claudio Moretti che leggerà e improvviserà, dalla voce e dalla chitarra del cantautore Renzo Stefanutti, dalle parole del poeta e agitatore culturale Maurizio Mattiuzza che dialogherà con Mauro Daltin.

“Un passo dietro l’altro in una cadenza ritmata, fatta di morbide ricadute sulla terra e di lievi voli in aria. Schiacciò con forza la testa del pagliaccio dalle calze blu che aveva in tasca. Uscì dal parco e proseguì lungo il fiume, oltre il ponte, oltre l’uomo con il berretto verde e la mezza sigaretta tra le labbra. A destra aveva l’acqua, a sinistra la terra scura. Davanti a lei solo ghiaia e foglie che si spezzavano sotto le scarpe”.

Dieci racconti, dieci storie costrette in spazi e tempi circoscritti, in eterne latitanze quotidiane sospese fra reale e surreale, fra manie e abitudini. Dieci fotografie minime catturate nel loro divenire senza, molto spesso, accennare a cause e conseguenze, a un prima o a un dopo. Il delitto, il sogno, la follia, l’assenza, il tempo sono le regioni in cui queste storie si addentrano. E la mappa che si ricava è fatta di racconti brevi, short stories, per lo più giocati in presa diretta, dove echeggia la lezione carveriana, un minimalismo teso all’analisi minuta del reale, perché è lì che si nasconde il significato delle cose.
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Mauro Daltin
nasce nel 1976, in Friuli. Lavora nell’editoria da alcuni anni, prima al Touring Editore, poi alla Kappa Vu, mentre ora come editor e responsabile editoriale della casa editrice Ediciclo. Ha fondato e diretto, assieme all’amico e poeta Paolo Fichera, il quadrimestrale PaginaZero-Letterature di frontiera. Ha collaborato con le pagine culturali di settimanali e quotidiani e come autore con il Touring Club Italiano scrivendo la guida Friuli Venezia Giulia per la collana Tracce. Si è trovato a condurre, divertendosi molto, programmi radiofonici su letteratura, editoria e cultura sulle frequenze di Radio Onde Furlane. Spesso presenta e legge in pubblico, soprattutto con il progetto “Diamo un calcio alle parole”.
Scrive racconti di narrativa e articoli che pubblica su riviste e in antologie. Ha pubblicato il libro L’eretico e il cattolico. Intervista a Elio Bartolini per la Kappa Vu edizioni. Nel 2008 la raccolta di racconti Latitanze per i tipi della Besa Editrice.

Maurizio Mattiuzza, poeta, scrittore, agitatore culturale è nato alle porte di Zurigo nel luglio del ’65. Vive in Friuli dal ‘76. Laureato in scienze politiche ed editore di diverse riviste nei primi anni ’90, ha debuttato come poeta su Usmis, rivista di cui ha sempre condiviso rizomi e sbocchi fino a pubblicare, nel ’97, “La cjâse su l’ôr”, suo primo libro solista. Co-fondatore del gruppo di azione poetica dei Trastolons ha pubblicato e movimentato con gli stessi la raccolta intitolata Tons Trastolons e l’audiolibro “Tananai”. Nell’autunno 2001 ha inoltre dato vita, assieme al cantautore Lino Straulino, all’album “Tiere Nere” (Nota Records), progetto sull’onda del quale è nata una intensa attività live. Suoi racconti ed articoli sono stati pubblicati in questi anni sulle riviste “La Comugne” e “Paginazero”. Ha inoltre recentemente dato alle stampe per KappaVu edizioni, con prefazione di Luciano Morandini e postfazione di Claudio Lolli, una nuova raccolta di liriche intitolata L’inutile necessitâ(t).

Claudio Moretti è nato a Gradisca di Sedegliano, Nel 1982 fonda il Teatro Incerto con il quale ha percorso in lungo e in largo tutto il Friuli e diverse località italiane ed europee. Nel 1986 inizia la Scuola triennale di Formazione Professionale per attori FARE TEATRO organizzata dal C.S.S. di Udine. Da anni e a giorni alterni, collabora con vari enti fra i quali l’Università di Udine, Friuli nel Mondo, il SERT, La Civica Accademia d’Arte drammatica “Nico Pepe”, C.S.S., la Scuola d’Arte e Mestieri di Pordenone ed altri. Lavora per emittenti locali come Rai Regione, Telefriuli e Onde Furlane. Ha partecipato alla realizzazione di libri vari e soggetti video (anche attore) per l’infanzia. Ha recitato in diversi film e ha vinto diversi premi. Ha fatto l’attore ne’ I TURCS TAL FRIUL. Ha recitato dappertutto, compresi carceri e manicomi (ce n’è ancora), ma anche nei night, negli ospedali e persino in un circo. Con i suoi compagni di ventura, ha dato voce (friulana) ai personaggi di Lupo Alberto per Rai Regione. La Rai e Telefriuli hanno mandato in onda i loro spettacoli teatrali più recenti, “Maratona di New York” e il radiodramma “I Mosaicisti”. Con Fabiano Fantini ed Elvio Scruzzi, ha scritto testi teatrali, regolarmente pubblicati nella collana “X il Teatro”, e realizzato decine di spettacoli. Nel 2003 ha vinto il “Moret d’Aur” per la cultura.

Renzo Stefanutti è uno dei maggiori espondenti del cantautorato friulano. Già membro del gruppo “La Cliba”, ha pubblicato il disco il cercli crevat (Nota Records) con interventi di Erri De Luca e Lance Henson. Partecipa a concerti, festival, rassegne musicali, ed è sempre impegnato in una fitta attività live sia come solista sia accompagnando molti poeti in reading letterari. Sta ultimando il suo nuovo album.