Nella Bassa con lentezza, di Pino Cacucci (2)

finestrino

Nella Bassa con lentezza
Viaggio sulla Suzzara-Ferrara, una delle ferrovie più antiche d’Italia. Per riscoprire il territorio e le sue bellezze artistiche.

di Pino Cacucci

(articolo tratto da Viaggi di Repubblica e gentilmente concessomi dell’autore)

Ci illudiamo che la velocità semplifichi la vita, o quanto che ci permetta di fare più cose in meno tempo, dimentichi correre a perdifiato significa solo arrivare prima a quella ferale meta a cui siamo tutti condannati fin dalla nascita… E oggi non riflettiamo sul fatto che l’80% dei passeggeri usa il mezzo ferrovia-degli utenti non ha bisogno di un Eurostar e ancor meno della chimerica “Alta Velocità”, perché il treno locale resta non solo il mezzo principale per andare al lavoro ma anche l’unico antidoto al progressivo e scellerato avvelenamento dell’aria che respiriamo.
Eppure, le tratte brevi sono sempre più a minaccia d’estinzione, o comunque ridotte a cenerentole del trasporto umano: altrove, si sono estinte persino quelle dalle distanze leggendarie, che attraversavano deserti, pampe, altopiani e cordigliere; i binari ci sono ancora, in alcuni casi, ma destinati alle merci, perché gli esseri umani, in quest’epoca spietata, pare costituiscano sempre più un impaccio, una spesa da tagliare, un’esuberanza (nel doppio senso del termine: avanzi e stranezze).
Tentando di ridare dignità al vecchio amico treno, iniziamo così una serie di percorsi che ci portano anche a ritroso nel tempo, e comunque da passeggeri singolari, quasi da intrusi, perché un conto è prendere lo stesso treno tutti i giorni da pendolare, e tutt’altro potersi concedere il lusso di non avere alcuna fretta di arrivare a destinazione, perché il fine è guardarsi intorno e cogliere sensazioni, contatti, evocare tempi andati e assaporare il paesaggio che per tanti è solo noiosa routine. [continua nei prossimi giorni…]

Una risposta a Nella Bassa con lentezza, di Pino Cacucci (2)

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