Di qua e di là della frontiera

febbraio 27, 2009

7estnord

Trovate in edicola da oggi il nuovo numero del settimanale “Carta”. Nel supplemento “Carta estnord” è stato pubblicato un mio articolo dal titolo Di qua e di là delle frontiera, che racconta le suggestioni del confine orientale, del concetto di frontiera eccetera.

Questo il pdf dell’articolo:
qui

Questo il sommario del numero del supplemento Carta qui-estnord numero 7 del 2009 in allegato in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Sud Tirolo

Sommario
Lezioni di geografia [Mauro Daltin]
Cartoline dall’altro nordest [Carta Estnord]
La politica di Provincia [Gianni Belloni ]
La decrescita passa per il Comune [Chiara Spadaro]
Il cambiamento immobile. Cosa c’è nel voto del Veneto [Chiara Spadaro]
Il cambiamento immobile. Cosa c’è nel voto del Veneto -intervista a Gianni Riccamboni
Oltre il balcone fiorito [Alessandra Zendron]
Estest [Andrea Bellavite]
De Gustibus [Danilo Gasparini]
Pratiche di cittadinanza [Fabio Della Pietra]
L’ambulatorio degli irregolari [Giulio Todescan]
La città del Passante e Veneto City [Paolo Cacciari]
La signora Gelmini odia il Veneto [Gianni Belloni]
L’acqua dopo la privatizzazione [Andrea Trentin]
Economie dal basso, coop operaie [Gianni Belloni]
Il vento dei Balcani soffia ancora -Intervista a Michele Nardelli
Le monete oltre gli schei [Eliana Caramelli]
Resistenza zingara [Irene Rui]
Cartolina [Marco Baravalle]

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Nella Bassa con lentezza, di Pino Cacucci (2)

febbraio 23, 2009

finestrino

Nella Bassa con lentezza
Viaggio sulla Suzzara-Ferrara, una delle ferrovie più antiche d’Italia. Per riscoprire il territorio e le sue bellezze artistiche.

di Pino Cacucci

(articolo tratto da Viaggi di Repubblica e gentilmente concessomi dell’autore)

Ci illudiamo che la velocità semplifichi la vita, o quanto che ci permetta di fare più cose in meno tempo, dimentichi correre a perdifiato significa solo arrivare prima a quella ferale meta a cui siamo tutti condannati fin dalla nascita… E oggi non riflettiamo sul fatto che l’80% dei passeggeri usa il mezzo ferrovia-degli utenti non ha bisogno di un Eurostar e ancor meno della chimerica “Alta Velocità”, perché il treno locale resta non solo il mezzo principale per andare al lavoro ma anche l’unico antidoto al progressivo e scellerato avvelenamento dell’aria che respiriamo. Leggi il seguito di questo post »


Piccola canzone per Marghera

febbraio 19, 2009

0-3

Piccola canzone per Marghera
di Maurizio Mattiuzza

Sono occhi aperti su di un
passato vivo, che insiste
le finestre dei palazzi anni sessanta
di Mestre
la sirena, che alla sera,
cambiava il turno alle vite
della gente di Marghera
penso alla giacca
di tuo padre,
che terrai nascosta in qualche
baule
e che a toccarla
suda ancora la nebbia
e la rabbia, racconta
il male
di uomini a cui hanno rubato l’aria
come a pesci in un canale
eppure a loro, sai, sembrava già mare
aperto
quest’ insabbiarsi della laguna,
la fortuna
del posto in fabbrica, del tavolo
di formica, la stoffa di un divano
portato a spalle con gli amici
fino al quinto piano
lungo le scale
di una bella domenica di sole
un vento traditore adesso
li disperde dimagriti a mucchi
lungo le rive del Brenta
tra quelle cartelle cliniche
anonime
in cui scorre via veloce
la storia di chi muore senza
avere voce


Sfida ai dirigenti della televisione, di Pier Paolo Pasolini

febbraio 18, 2009

pasolini

“Corriere della Sera”, 9 dicembre 1973

“Molti lamentano (in questo frangente dell’austerity) i disagi dovuti alla mancanza di una vita sociale e culturale organizzata fuori dal Centro “cattivo” nelle periferie “buone” (viste con dormitori senza verde, senza servizi, senza autonomia, senza più reali rapporti umani). Lamento retorico. Se infatti ciò di cui nelle periferie si lamenta la mancanza, ci fosse, esso sarebbe comunque organizzato dal Centro. Quello stesso Centro che, in pochi anni, ha distrutto tutte le culture periferiche dalle quali, appunto, fino a pochi anni fa, era assicurata una vita propria, sostanzialmente libera, anche alle periferie più povere e addirittura miserabili. Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la “tolleranza” della ideologia edonistica, voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni.
Le strade, la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè, come dicevo, i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un “uomo che consuma”, ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane. Leggi il seguito di questo post »


Letterature bicolori

febbraio 17, 2009

testataletterature

Segnalo con piacere questo progetto di una scuola superiore di Torino che si intitola “Letterature bicolori” e che potete leggere sul loro bel sito internet cliccando qui. E questo è il loro blog: http://letteraturebicolori.blogspot.com/
In tempi di discorsi di classi separate fra studenti italiani e studenti immigrati e di sfascio dell’istituzione scolastica, questa mi pare una di quelle cose che scaldano il cuore e che fanno ancora sperare.

Il sito in formazione del liceo A. Einstein di Torino invita studentesse e studenti, insegnanti, lettori, scrittori, curiosi impenitenti a incontrarsi intorno alla letteratura migrante che si esprime in italiano, letteratura che mescola i diversi colori dei linguaggi e delle culture.

Nell’Istituto è operativa una commissione di docenti che si occupano della accoglienza degli studenti stranieri e della loro alfabetizzazione con corsi specifici in relazione alle diverse esigenze.

Alcuni studenti provenienti da nazioni differenti, con una specifica formazione di peer educators, affiancano gli insegnanti nelle varie fasi di sostegno all’inserimento degli studenti immigrati: accoglienza, spiegazione delle regole sociali scolastiche, dell’organizzazione dello studio, della valutazione, dei modi di intendere il rapporto studente-docente.

Tutti gli anni si svolgono attività di educazione alla cittadinanza ed alla legalità per sviluppare negli studenti la consapevolezza della necessità dell’impegno sociale attraverso la conoscenza del territorio, la cultura delle pari opportunità intesa come rispetto dell’altro, la difesa del valore della pace.

Da questa realtà è nato il progetto Letterature bicolori


Nella Bassa con lentezza, di Pino Cacucci (1)

febbraio 16, 2009

treno2

Un altro reportage in treno dello scrittore Pino Cacucci che gentilmente mi concede la pubblicazione. Anche in questo caso il pezzo sarà pubblicato a puntate ed è già apparso su Viaggi di Repubblica.

Nella Bassa con lentezza
Viaggio sulla Suzzara-Ferrara, una delle ferrovie più antiche d’Italia. Per riscoprire il territorio e le sue bellezze artistiche.

(articolo tratto da Viaggi di Repubblica e gentilmente concessomi dell’autore)

di Pino Cacucci

ERANO GLI ANNI SESSANTA, e usciti da scuola andavamo a fare quello che adesso ci sembrerebbe un gioco pericoloso, ma allora era una giocosa sfida al mostro d’acciaio che, in fin dei conti, ci appariva amico. Mettevamo monete da dieci lire sui binari, e aspettavamo che passasse l’accelerato. Fu anche il primo contrasto tra realtà logica e linguaggio: perché chiamare ‘accelerato’ il più lento dei treni che fermava praticamente dappertutto?
Forse il senso stava nel ripartire: doveva accelerare infinite volte, mentre gli altri – quegli espressi ammantati di esotica lontananza, che portavano in terre lontane – mantenevano una velocità costante, e chissà se si spiegava così, quel nome incongruente. Dunque, passato l’accelerato, si correva fra le traversine a cercare di recuperare le dieci lire in lega di alluminio: che spesso sparivano chissà dove, ridotte a lamelle sottili e quindi volatili, trascinate via dal vento sferragliante del convoglio. Ben poche monete, ritrovavamo. Ma quelle poche, erano dei trofei: incredibile quanto potesse diventare larga e simile a un’ostia ovale una miseranda monetina da dieci lire dopo la titanica pressione delle ruote di un treno… Leggi il seguito di questo post »


I due prossimi appuntamenti di “Latitanze”

febbraio 14, 2009

Venerdì 13 marzo – ore 18 – Libreria Feltrinelli – Galleria Bardelli – Udine: presentazione del libro Latitanze di Mauro Daltin. Introduce Marina Giovannelli (scrittrice e critica). Letture di Claudio Moretti (attore).

Venerdì 27 marzo – ore 18 – Biblioteca Civica – Via Trieste – Cervignano del Friuli (UD): presentazione del libro Latitanze di Mauro Daltin. Introduce Maurizio Mattiuzza (poeta). Letture di Claudio Moretti (attore)