“Latitanze” su La Vita Cattolica

dicembre 22, 2008

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E’ uscita sabato 20 dicembre una lunga recensione a Latitanze sul settimanale “La Vita Cattolica”. La recensione è stata scritta da Luca De Clara.

Per leggerla clicca
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Va’ dove ti porta il treno (4), di Pino Cacucci

dicembre 19, 2008

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(Foto di di Paolo Picciotto)

Ultimo viaggio in Sicilia assieme a Pino Cacucci. Poi raggrupperò i tre reportage pubblicati (di Emilio Rigatti, Enrico Brizzi e Pino Cacucci) in dei file pdf così da poterli scaricare interamente.

Va’ dove ti porta il treno (4)
di Pino Cacucci

Ripreso un altro treno sulla stessa tratta, eccoci finalmente a Noto, una “scenografia” di piazze e scalinate e terrazze, trionfo del barocco siciliano che lo storico dell’arte Cesare Brandi definì “giardino di pietra”, quella che qui ha un colore tra il rosa e il dorato, finemente intagliata in facciate e balconi, dove la monumentalità di chiese e palazzi, orgoglio di un’aristocrazia legata al vicerè spagnolo, si alterna alla città “minore”.
Riprendiamo la strada ferrata, attraversando i vigneti del rinomato Nero d’Avola, un rosso corposo che scaturisce da un vitigno robusto, in certi casi “ingentilito” sposandolo per esempio con il frappato, antichissimo vitigno di probabili origini iberiche, dando così origine al pregiato Cerasuolo di Vittoria.
Dopo Avola c’è Cassibile, passata alla storia perché qui, il 3 settembre 1943, il generale Castellano firmò, per conto di Badoglio e dei Savoia, l’armistizio con le forze alleate rappresentate dal generale Bedell Smith. L’accordo rimase segreto fino all’8 settembre, quando venne reso pubblico alla radio senza aver messo in preallarme le truppe italiane, che nel giro di poche ore si ritrovarono nel caos totale, da alleate a nemiche dei tedeschi, preda facile di ogni rappresaglia.
E infine, Siracusa. Se arrivassimo dal mare, come fecero i corinzi guidati da Archia sette secoli prima dell’era cristiana… allora vedremmo l’isola di Ortigia sovrastata dai torrioni del castello Maniace, neanche un chilometro quadrato che i siracusani chiamano semplicemente “lo scoglio”, proteso a riparare le acque placide del vasto golfo sullo Ionio, il Porto Grande. Leggi il seguito di questo post »


Il nostro benessere, di Robert Kennedy

dicembre 17, 2008

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Oggi, alla trasmissione di Corrado Augias su Rai3 hanno riproposto il discorso di Robert Kennedy sul PIL e sulla misurazione dello stato di benesse di una nazione. Lo ripropongo qua perché mi sembrano parole profetiche e visionarie.

Il nostro benessere
Robert Kennedy

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL). Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle […]. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Leggi il seguito di questo post »


“Latitanze” su La poesia e lo spirito

dicembre 16, 2008

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E’ uscita una recensione di Maurizio Mattiuzza sul sito “la poesia e lo spirito” sul libro “Latitanze”. Ringrazio molto Maurizio e Fabrizio Centofanti, curatore di “la poesia e lo spirito”. Ripropongo la recensione qui.

Latitanze di Mauro Daltin
Besa Editrice, pp. 120, 10 euro
Prefazione di Pietro Spirito

Recensione di Maurizio Mattiuzza

Forse questo è prima di tutto un libro che racconta la mancanza di quella dimensione orizzontale, condivisa, senza la quale nessuna società, nemmeno la più semplice, è davvero realizzabile.
Una mancanza che costringe tutti entro uno spazio angusto, soffocato, dove è possibile sopravvivere solo imparando quell’arte dell’apnea in cui sembrano maestri molti dei protagonisti di questi racconti di Mauro Daltin.
Che sono, quasi sempre, uomini e donne la cui esperienza pare risolversi e dissolversi esclusivamente all’interno della famiglia; di una famiglia che spesso è prigione e abitudine, ma anche rifugio cercato, difeso, con i riti di una quotidianità smunta e ossessiva.
Quasi come se passarsi il sale fino, aprire le finestre per fare uscire profumi estranei che rimandano, ad esempio, alla triste scoperta di un adulterio, possano essere risposte sufficienti a rimettere insieme una vita, a dare al presente quel senso compiuto così desiderato in passato.
Sono storie, queste di Daltin, che narrano la fatica nuova, contemporanea, del resistere ad oltranza dentro il progressivo disfacimento delle certezze generazionali; una fatica che rende esausti, confusi. Leggi il seguito di questo post »


Buon compleanno Jack

dicembre 12, 2008

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(Jack Hirschman e Mauro Daltin a Sarajevo)

Pubblico volentieri questo comunicato che mi è arrivato da Casa della Poesia.

Il 13 dicembre 2008 compirà 75 anni il grande poeta americano, Jack Hirschman, tra i fondatori di Casa della poesia e uno dei suoi più assidui frequentatori e collaboratori.
La partecipazione e la presenza di Hirschman nel nostro territorio sono state determinanti per lo sviluppo del nostro progetto.
Hirschman ha davvero aperto la Casa al mondo, al circuito internazionale della poesia.
Senza di lui probabilmente non avremmo avuto oggi tra i nostri amici, poeti come Lawrence Ferlinghetti, Michael McClure, Amiri e Amina Baraka, Janine Pommy Vega, Leonard Cohen, Devorah Major, Genny Lim, Aharon Shabtai, Francis Combes, Cletus Nelson Nwadike, Michael Horowiz, Judi Benson, Martin Matz, Ken Smith, Carter Revard, Piri Thomas, Agneta Falk, Sarah Menefee, Victor Montejo, Etel Adnan, Ira Cohen, Paul Polansky, Sonia Sanchez, John Giorno, Vojo Sindolic, Paul Laraque e tanti tanti altri. Leggi il seguito di questo post »


Va’ dove ti porta il treno (3), di Pino Cacucci

dicembre 11, 2008

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Va’ dove ti porta il treno (3)
di Pino Cacucci

A Scicli scendiamo nell’attesa del treno che arriva in direzione opposta: si viaggia a binario unico e nelle stazioni si aspetta il segnale verde. Scicli è un piccolo gioiello barocco, il suo Palazzo Beneventano fu definito da sir Anthony Blunt “il più bello della Sicilia, di un pallido giallo oro che al sole acquista un’indescrivibile opulenza”. Mandorli, ulivi, vigne e distese di carrubi. Il possente e longevo carrubo è l’albero sempreverde che fa parte del territorio siciliano fin dai tempi più remoti, e se una volta offriva soprattutto cibo per gli animali da soma, oggi dai suoi baccelloni bruni, le silique, l’industria farmaceutica ricava componenti per gli antibiotici e per prodotti cosmetici, mentre lo sciroppo ricavato dalle carrube, così diffuso nella zona di Scicli, intensifica le facoltà intellettive per gli studenti in vista d’esami e dà energia nei lavori più duri. Negli anni ’40 veniva usato come rimedio a tutti i mali possibili e immaginabili, un toccasana universale, oggi è molto più apprezzato in Inghilterra, Germania e Francia – dove si esporta in grandi quantità – che in Italia.
Passando daIspica si impone una sosta, sia per il centro abitato come per quello disabitato, nonché per la zona della cosiddetta “cava”, e infine per il mare che dista appena sei chilometri. Anche Ispica ha avuto l’esistenza spaccata in due dal terremoto del 1693. Sulla collina è risorta la cittadina settecentesca, dove si è “innestato” il palazzo Bruno di Belmonte – odierno municipio – progettato da Ernesto Basile nel 1906, sorta di castello liberty assai suggestivo, con le sue torri angolari, le maioliche e le inferriate di ferro battuto, mentre l’Ispica medievale è rimasta abbandonata, i cui ruderi hanno dato vita al Parco archeologico della Forza, nome derivato da fortilitium, la dimora fortificata dei signori feudali Statella che sorgeva sullo sperone roccioso. In quanto alla “cava”, non è opera dell’uomo ma dei corsi d’acqua nell’altopiano calcareo che hanno scavato un canalone, quasi un canyon, lungo 13 chilometri, il più vasto e profondo della Sicilia orientale, dove vale la pena visitare le labirintiche catacombe. Leggi il seguito di questo post »


“Latitanze” su Radio Onde Furlane

dicembre 3, 2008

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Mercoledì 10 dicembre, alle ore 10.00, sarò ospite di Radio Onde Furlane per presentare Latitanze. La trasmissione e la chiacchierata sarà condotta da Paolo Cantarutti. Radio Onde Furlane, in Friuli, è sulle frequenze FM 90.