“PaginaZero” su Land Magazine

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Paolo Fichera scrive un pezzo per il sito Land Magazine che inizia a indagare sulla realtà delle riviste letterarie italiane. Lo ripropongo qua perché è un bel pezzo, che racchiude benissimo quello che è stata ed è PaginaZero sia per me che per Paolo.

Indagine sulle riviste letterarie.
PAGINAZERO
di Paolo Fichera

sito: www.rivistapaginazero.net
blog: http://rivistapaginazero.wordpress.com

Sebastiano Aglieco mi invita a scrivere un pezzo sull’esperienza della rivista “PaginaZero-Letterature di frontiera”. Il primo impulso è stato quello di recuperare pezzi già apparsi su blog e siti e riviste cartacee che hanno parlato di noi in questi anni, che ci hanno recensito o intervistato. Assemblarli, renderli uguali ma diversi, come si usa fare nelle redazioni quando bisogna scrivere di qualcosa di cui si è già scritto molte altre volte e svolgere così il proprio compito. Poi ho pensato che questa è invece l’occasione buona per parlare d’altro. Così ora mi viene in mente la fiera della piccola editoria che si è tenuta a Pisa un mesetto fa. Ero lì dietro il bancone della casa editrice di cui è direttore editoriale Mauro Daltin per dare una mano nella vendita dei libri. La domenica dell’ultimo giorno è venuta di corsa al banchetto una donna, una ragazza di circa 40 anni o forse meno. Con fare sicuro ha afferrato tre libri: voleva acquistarli e voleva sapere quale fosse lo sconto fiera. Diceva che non aveva molta disponibilità. Era appena tornata dall’Afghanistan dove lavorava per Emergency. Aveva l’aspetto trasandato, dolcissimo e un po’ folle. Diceva che era venuta a Pisa apposta per prendere quei tre libri che parlavano effettivamente di temi che a una come lei potevano interessare. Deciso il prezzo ha gettato poi l’occhio sulle riviste di “PaginaZero” che con Mauro avevamo deciso di esporre sul banchetto. Gli ho parlato del numero 7, dove vi erano anche pezzi con testimonianze in presa diretta dai campi profughi della Bosnia e del numero 10, che si occupava delle frontiere dell’informazione e della persecuzione di cui sono vittime scrittori e giornalisti nel mondo: decine e decine di morti ogni anno. I suoi occhi si sono illuminati. Li voleva acquistare quei due numeri ma non aveva più soldi. Abbiamo deciso di regalarglieli entrambi. Era felice. Ha detto che era stanca ma che sarebbe presto tornata in Afghanistan e che avrebbe portato le riviste con sé. Ecco, è questa per me l’esperienza di “PaginaZero”: sapere e stupirmi che la nostra rivista andrà in Afghanistan, stupirmi che oltrepasserà veramente frontiere fisiche e di guerra e che là in quei luoghi sarà letta. Così come sapere che altre frontiere ha attraversato in questi anni, sempre nel mio stupore e in quello di Mauro. Scoprire la stima e la considerazione di cui la rivista gode e ha goduto senza che noi forse ne avessimo veramente la percezione e cosa la rivista cartacea sarebbe potuta diventare se avessimo continuato a proporla. Scoprire che un progetto, quando è buono, vive indipendentemente dalla volontà di chi lo ha creato e curato. E che segue strade proprie, si sviluppa, crea contatti e incontri autonomamente, quasi fosse un organismo proprio. E così lo stupore è saperla ospite nel Best Off della Minimum fax, il meglio delle riviste italiane, curato da Giulio Mozzi, come saperla presente nelle librerie di Sarajevo o arrotolata e stretta tra le mani dei suoi poeti. Ospite del Poe.mi – inserita tra i blog più interessanti di letteratura italiana – così come volume di lettura nei carceri. Saperla distribuita nel parlamento Europeo, tramite un parlamentare svizzero che da quando è nata compra regolarmente dieci copie di ogni numero, e recensita dalle antiche case della cultura slovene. Saperla nelle biblioteche del Friuli o del Piemonte o di altre regioni e in mano a poeti dell’Ucraina e della Russia in zone dove io non mi recherò mai. Saperla nelle mani di intellettuali di fama mondiale, che magari mandano una lettera dagli Stati Uniti dicendo quale pezzo della rivista li ha colpiti e di resistere perché la rivista e il progetto che c’è dietro meritano, così come saperla tra le mani di una ragazza che ama scrivere e che per averla letta ti cerca e con cui poi si decide di andare insieme a fare un viaggio a piedi per l’Italia. Ecco, questa per me è l’esperienza di PaginaZero che avevo voglia di raccontare.

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