Tutti i colori del fiume (3)

Tutti i colori del fiume (3)
di Emilio Rigatti

Da qui in poi il camino del rio, ormai asfaltato ma tranquillo, attraverserà una serie di paesi, come Ladra, Kamno, Volarje. I campi scendono dolcemente fino al greto, lontano un chilometro, e la topografia è dolce e mossa, qualche chiesa occupa la sommità dei modeste alture sopra la strada. Le pareti del Kolovrat chiudono il lato occidentale della valle ma da Tolmino a Canale le perderemo di vista: la strada si allontana dal corso d’acqua e saranno ancora ore di bosco, di rari campi e borghi minimi come Gorenij Log, Spodnji Log e Avče.
Canale/KIanal si allunga sulle due sponde del fiume, che scorre verde quindici metri sotto il ponte che lo scavalca. Da un trampolino dei ragazzi si gettano nel vuoto: a guardarli si sente lo stomaco contrarsi, ma loro s’infilano nelle acque gelide con la precisione di una freccia. È grazioso, questo paese: ha una bella chiesa e una fontana barocca con un Nettuno cui hanno da poco messo una corona dorata che quasi abbaglia tant’è nuova. Fino a Plave si riesce a scampare alle automobili passando sulla riva destra e seguendo la ferrovia, ma da lì a Nova Gorica ci tocca un tratto di strada con molto traffico. Sarà il più spiacevole della discesa, ma durerà solo pochi chilometri.
L’albergo che si affaccia su Piazza Transalpina è un ottimo osservatorio per vedere la passeggiata serale nel luogo simbolo della caduta del “piccolo muro” tra Italia e Slovenia. Se c’è chi non riesce a dimenticare le violenze e gli odi dell’ultimo conflitto, molti giovani sloveni e italiani cominciano a frequentarsi, per innamoramenti transfrontalieri, per le discoteche, o semplicemente per la condivisione della scuola: molti sloveni frequentano a Gorizia la scuola d’arte, ma anche altri istituti. La stazione ferroviaria ha mantenuto un’aria demodé: niente biglietterie automatiche, né design ultramoderni, né traffico continuo di convogli. Gli interni hanno rifiniture di legno scuro, più volte riverniciato, e non ci stupiremmo se dagli sportelli si affacciasse il volto baffuto di un funzionario austroungarico. [continuerà nei prossimi giorni…]

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