Tutti i colori del fiume (1)

Un reportage di testo e foto di una camminata dalla sorgente alla foce del fiume Isonzo. Autore: Emilio Rigatti, scrittore, viaggiatore a pedali, persona curiosa di persone, luoghi, arte, libri. Ha pubblicato tra le altre cose La strada per Istanbul, viaggio in bicicletta da Trieste a Istanbul assieme a Paolo Rumiz e Francesco Tullio Altan, Minima Pedalia, un delizioso libro per disontissicarsi dall’automobile e per osservare il mondo che si attraversa con occhi più attenti. Ultima sua fatica Italia Fuorirotta, un viaggio che attraversa questo nostro smidollato stivale lungo i piccoli tesori di questo paese, lontano da grandi città e autostrade.
Qui si cimenta con i piedi e mi regala questo breve reportage che pubblicherò a puntate.

Tutti i colori del fiume
di Emilio Rigatti

Anche se l’Isonzo è un fiume dal corso breve, il suo sex appeal geopoetico ha sempre affascinato letterati e naturalisti, da Kugy a Ungaretti. Così, quest’anno, assieme a mia moglie e a due amici, si è decisa l’avventura: andremo dalla sorgente alla foce, lungo i suoi 136 chilometri di bellezza e quiete, ancora troppo trascurati dai camminatori. Viene da chiedersi perché tutti vadano a intasare il Camino di Santiago, dove ormai ci sono problemi seri a trovare da dormire, la sera, e questo camino nostrano, vicino, facile e soprattutto splendido, sia disertato.
La sorgente si trova in Val Trenta e la si raggiunge percorrendo una breve ferrata che parte dal rifugio-trattoria dove abbiamo lasciato l’auto. Più che nascere, viene da dire che l’Isonzo se ne sta acquattato in un buco nella roccia. La tana del fiume è un pozzo senza fondo dai riflessi di un azzurro glaciale, che sparisce nell’utero calcareo del massiccio del Tricorno che lo sovrasta. Se il colore avesse un sapore, questo saprebbe di acquamarina. Da questa foiba inquietante piena di acqua gelida il ruscello si precipita a valle tra schizzi che il sole trasforma in scintille. Discenderlo è una lezione continua di geografia, di botanica, di idrologia, ma anche di pazienza e silenzio. Il fiume, pur essendo bello dalla sorgente alla foce, è solo fino a poco prima di Plezzo/Bovec che strapperebbe un eccesso di aggettivi anche a Hemingway. Il catalogo di tutti gli azzurri, blu, lapislazzuli, verdini, turchese, che talvolta sembrano chimici tanto sono intensi, rischia di far scivolare il narratore acquatico sui terreni scivolosi di aggettivi superlativi, iperboli, paragoni, traslati. Affido la descrizione alla digitale, scatto decine di foto, come un entomologo dell’acqua, un Linneo catalogatore delle sfumature dei colori freddi. [continuerà nei prossimi giorni…]

Una risposta a Tutti i colori del fiume (1)

  1. paola scrive:

    caro emilio, chi scrive libri meravigliosi come i tuoi ha una grande responsabilità,penso tu ci abbia pensato. nel mio caso mi hai cambiato la vita, non sò se è stato un bene o un male perchè il cambiamento è avvenuto nel profondo e non si è più fermato. mi piacerebbe tanto conoscerti, magari basterebbe un indirizzo per poterti parlare direttamente.

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