Cosa ho messo nello zaino (1)

Ho incontrato qualche giorno fa Enrico Brizzi, mi ha raccontato di cammini, sud Italia a piedi, Gerusalemme, via Francigena…di luoghi attraversati solo a forza di piedi, gambe e testa, di pastori incontrati, di aie che nascondono mondi al loro interno… e di molto altro. Pubblico in questo non luogo, a puntate, questo suo pezzo che mi ha gentilmente concesso di inserire .

Cosa ho messo nel mio zaino
di Enrico Brizzi

Ti piace camminare? Non ci hai mai pensato sul serio. Ti piace scegliere un posto e andarci a piedi, questo sì. Ma se dovessi dire, in tutta sincerità, camminare è solo un accidente necessario: se vuoi muoverti in autonomia, è semplicemente l’unica cosa che puoi fare. Preparare lo zaino, impermeabilizzare la tenda e spegnere il cellulare. Ti piace andare libero, e il fatto di camminare lo accetti come una conseguenza naturale della tua decisione. Poi c’è il fatto che camminare è un’attività antichissima. A trent’anni – un’età in cui nessuno dovrebbe più nutrire fiducia nelle scienze esatte – devi ammettere con te stesso che ami sempre di più rifugiarti in attività antichissime. Camminare, scrivere, ma anche coltivare le amicizie, innamorarsi e diventare padre. In un certo senso, i doni migliori della tua vita erano già a disposizione per gli uomini di molti secoli fa. La camminata in alta montagna ha i suoi indubbi pregi, ma il tuo spirito estroverso mal si adatta all’idea di incontrare solo teneri scoiattoli e timidi cerbiatti. Ti delizi come tutti della loro apparizione, ma ti emoziona ancor di più scambiare due parole con altri viandanti e con i miti abitatori delle zone di confine fra l’organizzazione urbana e la terra selvaggia. Per questo motivo preferisci da sempre passeggiate di più giorni che ti conducano via via da un luogo abitato a un altro, possibilmente lungo vecchie direttrici cadute in disuso. Pensi per esempio alla strada romana che corre nei boschi dell’Appennino fra Bologna e Firenze; a quel che resta della via Francigena percorsa nei secoli da milioni di pellegrini; alla via Vandelli e alla via Giardini, grandi opere dell’Età Moderna destinate a unire gli Stati emiliani alla Toscana settentrionale.
[continuerà nei prossimi giorni…]

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