Su questo numero di Carta qui-estnord (in edicola da venerdì 18 dicembre) ci sono due mie cose.
La seconda parte del racconto Il rumore del fiume (in questo numero inserito nella rubrica “Lezioni di geografia”) che narra della camminata lungo il corso sloveno del fiume Isonzo, dalla sorgente a Gorizia; quattro giorni di cammino da cui è nato questo reportage/racconto. La prima parte era stata pubblicata nel numero scorso del supplemento mensile.
L’altra cosa è l’articolo Tutti in fila per l’elemosina, una riflessione sugli annunciati tagli (35%) alla Cultura previsti nell’ultima Finanziaria della Regione Friuli Venezia Giulia. Dalla data della scrittura del pezzo a oggi c’è stato un piccolo cambiamento, sono stati donati per il buoncuore del Governatore Tondo altri sei milioni di euro. Grazie, diranno tutti. Briciole, rispetto al netto taglio (razionalizzazione viene chiamata, le parole usate sono sempre significative). Chiedere l’elemosina è servito a qualcosa, verrebbe da dire. Non cambia nulla sulla sostanza di questa riflessione.
Carta qui-estnord numero 45 del 2009
Supplemento a Carta n. 45 in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino e Sud Tirolo
Sommario
La chiesa in croce [Gianni Belloni]
La tonaca pesante [G. B.]
Inquinare è un gran peccato [Anna Buccio]
L’infaticabile opera di Comunione e fatturazione [Ernesto Milanesi e Sebastiano Canetta]
Si scrive Caritas, si legge welfare [Giulio Todescan]
Il verbo della padania e l’accoglienza clandestina [G. B.]
Il Vangelo e l’abisso che separa le due chiese [intervista a Pierluigi di Piazza di Chiara Spadaro]
Sviluppo rurale transgenico [C.S.]
Ptrc che va, Cipe che viene [G.T.]
Oltre il balcone fiorito [Alessandra Zendron]
De Gustibus [Danilo Gasparini]
Un bilancio provvisorio del regno di Galan II [Giulio Todescan]
Treviso: il danno caduto dal cielo [Fulvio Ervas]
Lezioni di Storia [Marina Silvestri]
Lezioni di Geografia [Mauro Daltin]

Pubblicato da Mauro Daltin 
Un viaggio a piedi, questa volte a parole, lungo un fiume. Il racconto di una esperienza, ma anche di un modo di intendere l’andare, il viaggiare, il perdersi con la sola forza delle gambe attraversando vallate, sentieri, strade, borghi e sempre con l’acqua che scorre al proprio fianco. Un incontro fatto di letture, immagini, chiacchiere, sapori e odori. Non serve andare troppo lontano per scoprire luoghi che mozzano il fiato, persone con cui condividere parole, o per trovare vicino casa il proprio cammino di Santiago. A piedi lo si può fare nel modo più naturale e originario facendo del viaggio una unica e lunga pausa dove ognuno ci può inserire quello che più gli è proprio. 







