Il rumore del fiume (1)

giugno 26, 2009

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Dalla camminata lungo il corso sloveno della Soča è nato questo reportage/racconto che pubblico a puntate qui.

Il rumore del fiume (prima parte)
di Mauro Daltin

Una fila di macchine è incolonnata dietro semafori temporanei che regolano il traffico. La strada in certi punti ha ceduto verso il fiume e stanno cercando di puntellarla per metterla in sicurezza. Ce ne sono un paio consecutivi che ci rallentano. Quasi tutte le macchine davanti a noi hanno legate sui tettucci delle canoe o dei kayak colorati che sembrano frecce pronte a rompere il muro dell’aria. A destra Simone scorge ogni tanto la Soča e cerca di capire dove passeremo, dove si nasconde il sentiero. Sembra che tutto vada lento. Gli operai stanchi sul ciglio della strada, un paio intenti a parlare nelle ricetrasmittenti, uno sposta con la pala un po’ di ghiaia senza convinzione.
Pare che tutto sia fermo, incastonato dentro queste vallate verdissime. Che non ci sia alcuna fretta.
“Non finiranno mai la strada se continuano così” dice Simone.
Ai lati vediamo case in ristrutturazione. C’è un senso di abbandono, come se i lavori una volta iniziati, poi, si fossero fermati per qualche strano motivo. Come se una notte tutti da qui se ne fossero andati e la mattina nessuno avesse rimesso mano alle cose. Incompiutezza è il termine che mi viene in mente. Accosto questa incompiutezza al vicino confine appena attraversato. Leggi il seguito di questo post »


“Sulla traccia di Nives”, di Erri De Luca

giugno 24, 2009

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Sulla traccia di Nives

di Erri De Luca

Questo è un libro di vento. Erri De Luca è uomo di vento. Di vento e di mare. E’ bello pensare come un napoletano, che ha il mare e l’acqua nel sangue (come si legge in moltissimi dei suoi libri), scriva un libro su Nives Meroi, l’alpinista donna per eccellenza.

Tre alpiniste hanno già scalato undici di quelle immensità e si avvicinano al traguardo. La più forte di loro e di tutti i tempi si chiama Nives Meroi ed è italiana. Come posso stabilire la sua superiorità, visto che sta alla pari dei risultati delle altre due, una basca e un’austriaca? Perché Nives Meroi ha salito le sue cime asfissianti senza uso di bombole di ossigeno e senza impiego di portatori di alta quota, i climbing sherpa. […] Dove più schiacciante è la superiorità della natura, lei e suo marito mettono in gioco il loro corpo e nient’ altro sostegno. Praticano regole di ostinata lealtà con la montagna. Le altre due alpiniste intendono diversamente l’impresa, una ha impiegato ossigeno, l’altra adopera portatori di alta quota che si sobbarcano di tutto il peso sulle spalle, scavano la piazzola, montano la tenda e fanno trovare il tè caldo già pronto

Così ha scritto Erri De Luca sul Corriede della Sera.

Ande, Himalaya, Karakorum. Un percorso fatto di grandi successi, come la salita, nel 2003 e in soli venti giorni, di tre dei 14 Ottomila della Terra (Gasherbrum II, Gasherbrum I, Broad Peak), seconda cordata al mondo ad aver realizzato un’impresa simile e, Nives, prima donna in assoluto nella storia dell’alpinismo. Senza dimenticare le celebri salite al Dhaulagiri, al K2 e all’Everest, montagne amate e a lungo corteggiate, che nella stagione 2006-2007 si sono finalmente concesse loro, regalandogli il sogno di una vita.

De Luca racconta attraverso Nives Meroi la montagna come metafora di vita e del mondo, racconta l’amore fra Nives e Romano, compagni di vita e di cordata, che arrampicano insieme da oltre 20 anni. Descrive le notti prima dell’ascesa alla cima, a 7000 metri sotto le tende; i momento di pericolo, di mancanza di ossigeno, di solitudine.
Un rispetto assoluto per le montagne e la natura, per l’ascesa ma anche per la discesa, per i compagni di viaggio.
Un dialogo/racconto tra il De Luca alpinista, camminatore, scrittore ma anche l’uomo di Lotta Continua e l’operaio che per molti anni ha lavorato in fabbrica, e la friulana Nives, nevi in latino non a caso.
E’ come se la montagna denudasse chi la scala, lasciando la pelle a contatto con il vento, il ghiaccio e la roccia.
Un libro assoluto, denso, pieno di vita e di libertà.


“Latitanze” a Muzzana del Turgnano

giugno 22, 2009

Ultimo appuntamento di “Vino di Léi”, che ha visto come protagonisti quest’anno Emilio Rigatti e Angelo Floramo nella prima serata e Stefano Montello insieme a Paolo Cantarutti nella seconda. Anche il terzo evento riempirà di persone un giardino privato di Muzzana del Turgnano che per l’occasione si apre per ospitare Mauro Daltin, Maurizio Mattiuzza e Renzo Stefanutti. Alla fine dell’evento l’Azienda Vitivinicola Francesco Veritti della Località Paradiso (Pocenia) presenterà la propria produzione di vini accompagnata da un piccolo buffet.

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Sabato 27 giugno, ore 18, Cortile di Savorgnano Michele e Del Piccolo Fabio, via Pocenia 5

Latitanze di Mauro Daltin, Besa Editrice

Dialoga con l’autore Maurizio Mattiuzza (poeta e agitatore culturale)
Chitarra e voce di Renzo Stefanutti (cantautore)

in caso di maltempo l’evento si terrà all’interno di Villa Muciana


“Il futuro della natura”, di Davide Sapienza

giugno 16, 2009

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Ringrazio Davide Sapienza, scrittore, viaggiatore e mille altre cose, di regalarmi la possibilità di pubblicare in questo spazio il bell’articolo Il futuro della natura, comparso nel libricino Pensieri Viandanti che raccoglie appunti, narrazioni, riflessioni, filosofie con i testi di Erri De Luca, Marco Aime, Giuliano Scabia, Massimo Quaini, Eraldo Affinati, Ferruccio Andolfi, Davide Sapienza.
L’articolo lo potete leggere anche direttamente sul sito di Davide, www.davidesapienza.net.

Ecco il pdf del pezzo: Il futuro della natura


David Thoreau

giugno 10, 2009

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Che senso ha la bellezza della Natura quando gli uomini sono vili?
Andiamo al lago per vedervi riflessa l’immagine della nostra serenità.
Privi di serenità non ci andiamo più. Chi può restare sereno in un
paese dove quelli che governano e i cittadini non hanno princìpi? Il
ricordo della bassezza dei politici turba le mie passeggiate. Nutro
propositi omicidi. Invano cerco di osservare la natura.
Involontariamente, mi rimetto a cospirare. Tutti i giusti faranno
altrettanto, io spero.

David Thoreau (giornale – giugno 1854)


Il valore della stanchezza

giugno 8, 2009

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Giovedì sera sono tornato dal cammino con piedi fasciati, vesciche, naso pieno di profumo di erba appena tagliata, acqua negli occhi e nelle orecchie, fatica buona. Adesso sto scrivendo una specie di reportage/racconto. Durante il viaggio ci siamo collegati con Radio Onde Furlane per una diretta lungo il cammino.
Durante le serate ho letto un libro che si intitola “Pensieri viandanti. L’etica del camminare” edito da Diabasis. Il breve articolo di Erri De Luca è qualcosa che mi ha toccato l’anima. Bellissimi anche i pezzi di Marco Aime e Davide Sapienza. E’ un libricino piccolo, tascabile, che racchiude gli interventi del 2008 della manifestazione Passoparola. Festival del cammino. Una bella lettura mentre si è in viaggio a piedi.
Adesso sto leggendo “Sensi di viaggio” di Marco Aime, edito da Ponte delle grazie. Anche qui un libro piccolino, ma preziosissimo, pieno di suggestioni, immagini, luoghi, riflessioni. Aime ha il talento di delinare un luogo o una persona o una situazione con pochissimi tratti. Per chi ama il genere dei reportage o della letteratura che affronta il viaggio anche dal punto di vista filosofico e antropologico, è una chicca.
Io appena tornato ho appoggiato lo zaino a terra. Avevo il collo e le spalle tirate dal dolore. I piedi si appoggiavano a fatica al pavimento. E’ lì che si apprezza il valore della stanchezza, come accade ogni sera all’arrivo dopo otto ore di cammino. Si apprezzano i sorrisi e le parole. La calma dei gesti.


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