Va’ dove ti porta il treno (2), di Pino Cacucci

novembre 30, 2008

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Va’ dove ti porta il treno (2)
di Pino Cacucci

Il capotreno ci racconta la storia del giovane ingegnere che progettò questa ardita opera. La galleria principale era in via di scavo, gli operai procedevano nelle due direzioni con l’obiettivo di incrociarsi in un punto prestabilito nei suoi disegni. L’ingegnere cominciò a preoccuparsi quando, secondo i suoi calcoli, i due cunicoli non si erano ancora incontrati. Passavano i giorni e si convinse di aver sbagliato il progetto: sospettava che i due fronti si fossero ormai superati senza incontrarsi, una sciagura. Un mattino i tecnici corsero a svegliarlo per comunicargli che era tutto risolto, le maestranze stavano festeggiando l’incontro dei due fronti. Ma arrivarono tardi: l’orgoglioso ingegnere pendeva dal soffitto con una corda al collo. La convinzione di aver sbagliato era un’onta insopportabile.
Stazione di Modica: scendiamo ad ammirare la targa in ricordo di Salvatore Quasimodo, che “qui concepito germogliò l’infanzia” proprio accanto ai binari, visto che il padre era capostazione di Modica. La sua casa natale è un piccolo museo, con la vecchia Olivetti e la registrazione della sua voce durante la cerimonia del conferimento del Nobel per la Letteratura nel 1959.
La “città delle cento chiese” ha un belvedere dove al tramonto sembra di stare davanti a un presepe, che con l’avanzare dell’oscurità si accende di luci calde e tenui, ed è famosa anche per la cioccolata di Modica, prodotta in base all’antica ricetta dei Maya, che ne coltivavano la pianta e inventarono il kakaw, poi ripresa dagli Aztechi con la bevanda che chiamavano xocóatl.
A Modica il cacao arrivò con gli spagnoli nel ‘600, ennesimo dono di madre natura che l’Europa deve alle civiltà agricole del Messico, così come una cospicua parte di frutta e ortaggi che oggi consumiamo, a cominciare dai pomodori, senza i quali la Sicilia intera, fino al XVI secolo, era tutta un’altra cosa. [...continua nei prossimi giorni...]


“Latitanze” a Gorizia_28 novembre

novembre 24, 2008

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VENERDI’ 28 NOVEMBRE – ORE 18.03 – SALA APT – PIAZZALE DELLA STAZIONE – GORIZIA

RASSEGNA “IL LIBRO DELLE 18.03″ – AUTORI IN VIAGGIO

Presentazione del libro

Latitanze
di Mauro Daltin

Introduce
Giovanni Fierro (poeta)

Per scaricare il pdf della locandina della rassegna clicca il-libro-delle-1803.

APT GORIZIA, AL TERMINE DI OGNI INCONTRO, INVITA TUTTI I PARTECIPANTI A PRENDERE PARTE AL RINFRESCO.

PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI A:
APT GORIZIA
Tel. 0481/593506
e-mail: info@aptgorizia.it


“Va’ dove ti porta il treno” (1), di Pino Cacucci

novembre 23, 2008

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Comincia il reportage a puntate di Pino Cacucci (nella foto, di Paolo Picciotto) che attraversa una parte della Sicilia in treno tra incontri, suggestioni, luoghi di rara bellezza e storia. Da Ragusa, la ‘città dei ponti’, a Ortigia attraversando la valle del Barocco e toccando luoghi come Scicli, Ispica, Noto, Avola e Cassibile.

Va’ dove ti porta il treno
di Pino Cacucci

Gli antichi siculi veneravano la dea Hybla, e così chiamarono la roccaforte edificata sul fiume Irminio. Poi vennero i greci e l’allungarono in Hybla Heraea, per ingraziarsi la divinità Hera, e la colonia prese a fiorire grazie ai commerci e all’agricoltura. Per i romani rimase Ibla, mentre furono i bizantini a darle il nome Rogos, cioè granaio: già allora i disboscamenti intorno avrebbero cambiato per sempre il panorama, da foreste a campi coltivati.
Nel IX secolo il dominio arabo le avrebbe imposto Ragus, che significa “luogo della battaglia”, o comunque di un evento importante, come la conquista di quella zona splendida e fertile. E così sarebbe rimasta Ragusa, la città sorta sui monti Iblei a 500 metri di altitudine, distrutta da un devastante terremoto nel 1693, e ricostruita “raddoppiandola”: la Ragusa “supra”, sull’altopiano, la nuova urbanizzazione settecentesca, e la Ragusa Ibla, riedificata sull’antico impianto medievale. Bellissima e benestante, detta “città dei ponti”, ama vantarsi di essere “l’altra Sicilia”, o come l’ha definita Gesualdo Bufalino, “un’isola nell’isola”, grazie alla sua storia che la distingue dal resto della Sicilia e che le ha conferito un contesto sociale ed economico da cui risulta ancora la città più ricca dell’isola.
Dalla sua stazione inizia il nostro viaggio attraverso la valle del barocco, nel periodo estivo dovrebbe tornare in attività – per ora non si sa quando – il trenino d’epoca sulla linea completata nel 1821, mentre noi useremo un qualsiasi convoglio a motrice diesel di Trenitalia.
Tra le graziose pensiline liberty, arriva il capostazione e squadra Paolo e me con aria delusa: “Ah, sareste voi la troupe?” Leggi il seguito di questo post »


Pino Cacucci

novembre 18, 2008

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Il viaggiatore e scrittore Pino Cacucci mi fa un vero regalo concedendomi di pubblicare un suo reportage dal titolo Va’ dove ti porta il treno che racconta una Sicilia vista dal finestrino. Il testo, che pubblicherò a puntate su questo blog, è apparso sul settimanale “Viaggi” di Repubblica.

Pino Cacucci è nato nel 1955 ad Alessandria, cresciuto a Chiavari (Ge), e trasferitosi a Bologna nel 1975 per frequentare il Dams. All’inizio degli anni Ottanta ha trascorso lunghi periodi a Parigi e a Barcellona, a cui sono seguiti i primi viaggi in Messico e in Centroamerica, dove ha poi risieduto per alcuni anni. Collaboratore di “Viaggi” di Repubblica, è autore di romanzi di grande successo, da Puerto Escondido (1990) – dal quale Gabriele Salvatores ha tratto il film omonimo – e da San Isidro Futbòl (1991) fino ad Outland rock (2007). Ha appena pubblicato, un nuovo libro Un po’ per amore un po’ per rabbia. All’attività narrativa affianca un intenso lavoro di traduttore. Si è aggiudicato numerosi riconoscimenti sia come narratore sia come traduttore tra cui il Premio Fiesole, il Premio Anima Istrantza e recentemente il prestigioso Premio Gijon per la traduzione.
Tra i suoi libri: Puerto Escondido, Mondadori, 1993; In ogni caso nessun rimorso, Longanesi, 1994 (Feltrinelli, 2001); Tina, TEA, 1995; Camminando. Incontri di un viandante, Feltrinelli, 1996; San Isidro futbol, Feltrinelli, 1996; Forfora e altre sventure, Feltrinelli, 1997; Demasiado corazon, Feltrinelli, 1999; La polvere del Messico, Feltrinelli, 1999; Punti di fuga, Feltrinelli, 2000; Ribelli!, Feltrinelli, 2001; Gracias Mexico, Feltrinelli, 2001; Mastruzzi indaga. Piccole storie di civilissimi bolognesi nella Bologna incivile e imbarbarita, Feltrinelli, 2002; Oltretorrente, Feltrinelli, 2003; Tobacco, Edizioni BD, 2005
Tina, Feltrinelli, 2005; Nahui, Feltrinelli, 2005; Outland rock, Feltrinelli, 2007; Un po’ per amore un po’ per rabbia, Feltrinelli, 2008.


Mostra mercato della piccola editoria a Cormons

novembre 18, 2008

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“PaginaZero” su Land Magazine

novembre 14, 2008

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Paolo Fichera scrive un pezzo per il sito Land Magazine che inizia a indagare sulla realtà delle riviste letterarie italiane. Lo ripropongo qua perché è un bel pezzo, che racchiude benissimo quello che è stata ed è PaginaZero sia per me che per Paolo.

Indagine sulle riviste letterarie.
PAGINAZERO
di Paolo Fichera

sito: www.rivistapaginazero.net
blog: http://rivistapaginazero.wordpress.com

Sebastiano Aglieco mi invita a scrivere un pezzo sull’esperienza della rivista “PaginaZero-Letterature di frontiera”. Il primo impulso è stato quello di recuperare pezzi già apparsi su blog e siti e riviste cartacee che hanno parlato di noi in questi anni, che ci hanno recensito o intervistato. Assemblarli, renderli uguali ma diversi, come si usa fare nelle redazioni quando bisogna scrivere di qualcosa di cui si è già scritto molte altre volte e svolgere così il proprio compito. Poi ho pensato che questa è invece l’occasione buona per parlare d’altro. Così ora mi viene in mente la fiera della piccola editoria che si è tenuta a Pisa un mesetto fa. Ero lì dietro il bancone della casa editrice di cui è direttore editoriale Mauro Daltin per dare una mano nella vendita dei libri. La domenica dell’ultimo giorno è venuta di corsa al banchetto una donna, una ragazza di circa 40 anni o forse meno. Con fare sicuro ha afferrato tre libri: voleva acquistarli e voleva sapere quale fosse lo sconto fiera. Diceva che non aveva molta disponibilità. Era appena tornata dall’Afghanistan dove lavorava per Emergency. Aveva l’aspetto trasandato, dolcissimo e un po’ folle. Diceva che era venuta a Pisa apposta per prendere quei tre libri che parlavano effettivamente di temi che a una come lei potevano interessare. Deciso il prezzo ha gettato poi l’occhio sulle riviste di “PaginaZero” che con Mauro avevamo deciso di esporre sul banchetto. Leggi il seguito di questo post »


“Latitanze” su Radio Fantasy

novembre 12, 2008

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Venerdì 14 novembre, dalle 9.00 alle 10.00, sarò ospite di Radio Fantasy per presentare Latitanze. La trasmissione e la chiacchierata sarà condotta da Sabrina Vidon. Radio Fantasy è sulle frequenze FM 90,7 e FM 101,6 a Udine e Tolmezzo, FM 89,1 a Gorizia, FM 89.0 e FM 95.6 a Trieste, FM 91.3 a Pordenone.


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